Niente cartelloni per il Cav. Un fiasco i 6×3 di Bersani

La propaganda elettorale di Berlusconi farà a meno, questa volta, dei 6×3, quelli delle famose nuvolette con la faccia sorridente del Cavaliere. Così, proprio nel giorno in cui arrivano nelle città i cartelloni di Mario Monti (“L’Italia che sale” è lo slogan scelto) dallo staff del leader Pdl si annuncia la volontà di cambiare registro. La rimonta è affidata principalmente al vorticoso giro di apparizioni televisive di Berlusconi. Il responsabile internet del Pdl Antonio Palmeri, intervistato da Il Tempo, spiega: “Stavolta non faremo i 6×3 per una serie di motivi. Innanzitutto noi puntiamo a recuperare i nostri elettori scontenti e il miglior modo per riconquistarli è attraverso tv e internet perché sono due mezzi di comunicazione che consentono di argomentare”. E poi c’è anche un risvolto economico: in tempi di crisi, buttare via somme ingenti per i megacartelloni può risultare irritante per l’elettorato. Bersani invece è già partito alla grande con le sue lenzuolate che non sono risultate però molto convincenti visto che oggi su La Stampa Massimo Gramellini gli dà il “buongiorno” con queste parole: «Il suo problema è che non dà mai un titolo. Invece le campagne vivono di slogan, messaggi semplici, frasi a effetto. ‘L’Italia giusta’, col suo sorriso ammainato accanto, ha invaso le città come un preludio di quaresima: non ne parla nessuno, nemmeno per dirne male…». Risultato: «Lei non sta dettando l’agenda di queste elezioni…». E partono anche i primi sfottò. Sul sito del Pdl compare un manifesto elettorale del Pd “taroccato” – rilanciato da un account twitter di fan del Cavaliere – che riproduce un serissimo Mario Monti, con accanto la scritta «La Germania giusta».