Monti su Twitter è un po’ “a-social”. Parla ma non risponde mai…

L’ironia corre sulla rete alla velocità della luce, anche tra chi ha un debole per il professore non può fare a meno di notare come l’approccio del premier ai social network sia più da babbucchione accademico, autoritario e chiuso, che da brillante protagonista di conversazioni. C’è un problema di fondo che balza subito agli occhi sul suo profilo @senatoremonti: lui parla, gli altri chiedono, lui non risponde. Il 47, il Monti che parla, sarebbe il numero giusto per il Lotto napoletano, ma forse il 54, il Taciturno, è ancora più adatto. Perché se è vero che il premier risulta molto attivo sui social, è anche vero che snatura la funzione dello strumento nel momento in cui nega ai suoi followers la possibilità di interloquire con lui. Un esempio: oggi Monti twitta una frase molto seriosa sul ruolo dell’Italia in Europa. C’è un commento, qualcuno gli chiede lui in che veste vuole operare. Nulla, non c’è risposta. Ieri, invece, Monti aveva annunciato la sua “salita” su Facebook facendo riferimento all’importanza della società civile. E in effetti in tanti si sono affrettati a porgli domande su questo tema. Come tale Salvatore Costanzo, che al quarto tentativo s’è arreso: “E siamo a 4. Non mi rispondi mai alla stessa domanda e io insisto. Chi è, concretamente, la società civile?». Passa qualche ora, il silenzio si fa assordante, Monti non risponde, prima che partano le telefonate a polizia, carabinieri e ospedali, qualcuno chiosa ironicamente: «Impari prima a risponderci qui su Twitter e poi pensi ad allargarsi su Facebook! Che senso ha venire a seguirla pure li…». Tutti in piedi sul mouse, segue standing ovation virtuale.