Monti sale in politica e con lui anche il fisco. Il 2013 sarà l’anno del record

Sul fonte fiscale non finiremo mai di ringraziare Monti e il suo governo tecnico, si fa per dire, ovviamente. L’amaro calice non è ancora finito per le famiglie italiane. Anzi. Come era facile prevedere, il combinato disposto dell’ avvento dell’Imu, della Tares – la nuova imposta locale sullo smaltimento dei rifiuti –  e il previsto aumento dal prossimo mese di luglio di un punto percentuale dell’Iva,  costerà parecchio ai contribuenti, al punto che anche nel 2013 la pressione del fisco sarà a livelli record. Di più. Si porterà ai massimi storici – prevede l’istituto Prometeia – vicino al 45% del Pil. Male naturalmente per i consumi, infatti anche il 2013 dovrebbe registrare una diminuzione significativa della spesa per consumi in termini medi annui (-1,5%). Magra consolazione, andrebbe bene l’export: motore della ripresa – spiega Prometeia – saranno infatti le esportazioni. Anche se l’anno in corso si caratterizzerà per una crescita ancora modesta (2,1%). Nel dettaglio, dunque, vediamo come i provvedimenti dei tecnici, lungi dall’innescare crescita e ripresa, siano lasciando un lascito doloroso anche su questo anno che si sta preannunciando l’ennesimo Calvario. L’istituto spiega che la pressione fiscale «sarà sostenuta soprattutto dalla crescita delle imposte indirette su cui ha insistito in modo particolare  la legge di stabilità dello scorso dicembre: aumento dell’aliquota  ordinaria dell’Iva dal 21 al 22% a partire dal primo luglio, Tobin tax, ulteriori incrementi dei bolli e infine, l’introduzione della Tares». Per le famiglie dunque la ripresa dei consumi appare lentissima: anche nel quarto trimestre dello scorso anno è proseguita la contrazione della spesa con un calo del 4,1% in termini medi annui nel 2012. La fase di contrazione tenderà a protrarsi per gran parte dell’anno in corso e quindi anche il 2013 dovrebbe registrare una diminuzione significativa della spesa  in termini medi annui del -1,5%.