Monti fa l’Arcangelo Gabriele, ma scivola sul piffero

Da uomo della Provvidenza ad Arcangelo Gabriele, il cambio di passo di Mario Monti. Che, fallito il tentativo di apparire come l’unico capace di fare miracoli, si ritaglia un nuovo ruolo: guidare la punizione divina contro Sodoma. Dove Sodoma è naturalmente Berlusconi (e un po’ anche Bersani). Sì, perché – racconta a Porta a Porta – Il ruolo dei centristi è quello di essere un «pungolo per tutti». Ma in primis quello di fare “giustizia” contro il demonio. In questo momento, per la sua campagna elettorale, considera “pericoloso” il Cavaliere, perché sta guadagnando consensi su consensi, concretizzando una rimonta impensabile fino a qualche settimana fa. Dagli a Silvio, allora. «Lui – afferma–  è come il pifferaio magico», vende illusioni agli italiani che gli credono. Gli elettori del centrodestra paragonati ai topini della fiaba che lo seguono e «vanno ad annegare nel fiume».  Ne deriva che i suoi elettori sono invece bravi, saggi e intelligenti. Un paragone che fa sorridere: a suo avviso l’opinione pubblica dovrebbe credere a lui che – dopo aver tartassato gli italiani con una montagna di tasse – ora promette «meno pressione fiscale» e prende le distanze dalla patrimoniale. Ma la punizione divina contro Sodoma riguarda anche Bersani, che l’ha accusato di aver nascosto la polvere sotto il tappeto: «Voglio rassicurarlo che non è così». Il problema maggiore, per Monti, è però far credere che responsabile dell’aumento della pressione fiscale sia il Cavaliere, che ha abolito l’Ici e ha avuto il coraggio di dire no alla politica forcaiola suggerita dalla Merkel e da Sarkozy. Impresa impossibile, è fin troppo chiaro che il tecnopremier si sta arrampicando sugli specchi. E non manca la risposta di Berlusconi: «Io un pifferaio? Evidentemente vuole tassarmi anche il piffero.La realtà è che Monti è un bluff e ci siamo caduti tutti».