Monti cita Gaber ma i sondaggi gli danno torto

Il premier attacca Berlusconi e Pd ma la sua lista non arriva al 12 %. “Oggi lo spread tra BTP e Bund tedeschi ha finalmente toccato i 287 punti”. L’ultimo tweet di Mario Monti vale più di uno slogan elettorale. Al di là del tono laconico che accompagna il cinguettio del senatore a vita, con relativo link alla tabella del “Sole 24 ore”, i toni del Professore sono quelli di un ultras. Come se il differenziale tra titoli tedeschi e italiani fosse tutta farina del suo sacco. Ma in amore, in guerra (e in quella metafora della guerra che è la politica) è tutto concesso, anche bluffare. A Radio Anch’io il premier ha tenuto la sua arringa elettorale con Berlusconi e Pd come bersagli. Da una parte gli attacchi al Cavaliere (“una settimana fa mi sosteneva, adesso dice che sono un leaderino”). Dall’altra quelli al centrosinistra. E poi, la citazione quasi gaberiana: “Il polo di destra e di sinistra sono distinzioni che hanno avuto un significato in passato, ma oggi ne hanno molto meno. La distinzione è fra chi vuole cambiare il Paese rendendolo moderno e competitivo lavorando in stretta sinergia con l’Europa e chi, come a sinistra Vendola e Fassina e a destra alcune posizioni del Pdl, si oppone a questo cambiamento”. Ma le gatte da pelare per Monti sono altre. Scelto il nome, “Con Monti per l’Italia”, con lista unica a Palazzo Madama e ognun per sé alla Camera, spuntano nuovi ostacoli. Casini e Fini spingono per candidare i loro fedelissimi. La questione è semplice: l’unico modo per far entrare in Parlamento gli oligarchi di Udc e Fli è quello di mimetizzarli nella lista unica al Senato: una grande ammucchiata che vedrà accanto il clericale Buttiglione il radicale Della Vedova. Ma a dar retta al sondaggio per Affari italiani realizzato dall’Istituto Piepoli, il raggruppamento che fa capo a Monti (Udc, Fli, Montezemolo e la lista del premier) non andrebbe oltre il 12 per cento. Tanto rumore per poco.