Ma davvero nessuno si è reso conto che…

Il fior fiore del giornalismo italiano, per quasi un anno, ha giurato e spiegato perché Mario Monti, non appena assolto al suo compito, come Cincinnato si sarebbe nuovamente ritirato dalla scena. Lo avrebbe fatto perché è sobrio, perché disinteressato, perché nobile e perché venuto a salvare da tecnico la Patria dall’infame genìa dei politici. Professore – e quindi intrinsecamente sapiente e saggio – aveva la mente rivolta verso altezze metafisiche e “scendeva” da quelle vette solo per sacrificarsi – come Gesù Cristo – per noi peccatori. Perché, che gli italiani fossero peccatori che andavano sì redenti ma meritavano tutto il male in cui erano incorsi era evidente. E quindi lui, come il redentore e salvatore si sarebbe sacrificato per noi scendendo nel basso regno dell’umanità fallace e miserabile, ma vendicativo come il Dio della Bibbia. Lui si sarebbe crocefisso alle noiose e scarsamente retributive incombenze del “politico”, ma agli italiani non avrebbe risparmiato ogni genere di giusta punizione. Era necessario radere al suolo quello che a tutti sembrava tutto sommato un’Italia ancora in media salute? Certo che sì, perché in realtà l’Italia era a rischio Grecia e se lui non fosse intervenuto con la frusta e la mannaia oggi chissà dove saremmo finiti. Infatti, chissà? Perché questa certezza del rischio-Grecia è molto soggettiva. Il teorema è: Berlusconi=Crisi=Grecia/Napolitano=Monti=salvi. Ma non siamo per niente salvi. Anzi a molti sembra semmai che stiamo molto peggio. A qualcuno sembra piuttosto che: Monti=+tasse=-reddito=-consumi=-occupazione=+crisi. Ma i qualcuno del club dei saggi assicurano che Monti in realtà a tagliato gli sprechi e la spesa pubblica (risultati non pervenuti) e in fin dei conti ha fatto calare lo spread. Ma chi se ne frega dello spread. Che poi, eccetto nella fase in cui i tedeschi e le banche internazionali avevano lanciato il bombardamento speculativo per mettere in ginocchio l’Italia per farle accettare di cedere la sovranità, non è che sia variato tutto ‘sto granché. Tutti alla fine concordano sul fatto che il lavoro di Monti non ha prodotto – a parte i danni – alcun risultato significativo. E allora ci dicono che, proprio per questo, bisogna dargli una seconda chance. Con più tempo potrà fare di meglio, o almeno “di più”. E questo è il problema: di più di cosa?! Sicuramente ci ha regalato più Casini. Nel senso di Pierferdy, che grazie a lui ha governato inutilmente per un anno malgrado avesse meno del 6% dei consensi. A lui Monti ha regalato la Rai – dopo averla occupata militarmente – per lui ha scritto un programma elettorale equivoco, a lui ha prestato il proprio nome perché lo indossasse come una porpora senatoria, per lui va in televisione a fare campagna elettorale. Nella speranza che quel 6 diventi 12, così Pier avrà qualcosa di interessante da mettere sul tavolo nelle trattative con Bersani. Monti, come al solito, non chiederà nulla per sé. Forse qualche operazione miliardaria per le banche d’affari per cui lavora o al limite, ma proprio come sacrificio, una misera presidenza della Repubblica. GoldmanSachs=AmericanFruitCompany; Monti=Noriega; Italia=Nicaragua. San-dino, aiutaci tu.