Libri di testo, famiglie beffate dal governo. Cade l’obbligo di adozione per sei anni

Con grande disappunto delle famiglie e tra le proteste degli studenti il ministero della Pubblica istruzione ha pensato bene di eliminare il vincolo temporale sul cambio dei libri di testo (articolo 5 della legge 169 del 2008) che in precedenza dovevano essere adottati per sei anni – una norma voluta dal ministro Gelmini – evitando costosi cambi da un anno scolastico all’altro. Con la decadenza di questa norma cade qualsiasi freno alla variazione dei titoli, anche annuali, dei libri di testo. Un regalo alle case editrici e una presa in giro alle famiglie stanche delle promesse sul diritto allo studio mai attuato a partire proprio da strumenti didattici indispensabili come i manuali. Nel 2012 la crisi ha infatti messo in allarme gli editori, con un calo delle vendite del 7,5 per cento. Così i manuali scolastici rappresentano la ciambella di salvataggio per recuperare il terreno perduto. Per questo in tanti, a cominciare dai sindacati e dalle associazioni degli studenti, vedono in questa mossa del governo un cedimento alla lobby degli editori, che ha raggiunto anche un altro obiettivo: il ministero, infatti, ha rinviato anche la novità dei libri di testo online – parte in formato cartaceo, parte in formato digitale. Si inizierà nel settembre del 2014, e senza troppa fretta: partiranno le prime e le quarte classi della scuola primaria, le prime della scuola media e le prime e le terze classi delle scuole superiori. Infine, per passare al libro di testo digitale servirà un apposito decreto ministeriale che ne definisca le caratteristiche tecniche. Un ennesimo rinvio, un’altra “rivoluzione” che resta sulla carta.