Le urne fanno paura: Bersani si scopre amico di Renzi

Solo gli stupidi non cambiano idea. Se poi si aggiunge la paura per il calo di consensi nei sondaggi ogni piroetta è legittima. Gli ex nemici Bersani e Renzi, che nel duello delle primarie non si sono risparmiati accuse reciproche, veleni e coltellate, oggi si danno la mano, occhi negli occhi, per colpire uniti l’obiettivo elettorale.  Non solo a Firenze il sindaco rottamatore, di cui si erano perse le tracce, sarà in tandem con il segretario ovunque ce ne sia bisogno, dal Nord al Sud. «Sono a disposizione, mi dicano cosa devo fare e lo farò», dice l’umile Matteo da Palazzo Vecchio, «sono disposto a fare il semplice presentatore. Pier Luigi mi faccia sapere». Una distanza siderale dai toni e dal ruvido linguaggio di poche settimane fa contro l’establishment democratico. Renzi è “arruolato” e lo staff di Bersani è costretto a rivede in fretta e furia l’agenda, spostare le date, cambiare la scaletta degli interventi. Gli appuntamenti comuni forse diventeranno tre, ma potrebbero aumentare. Dopo lo sperato bagno di folla fiorentino (l’incontro è previsto il primo febbraio, all’Obihall) gli ex avversari dovrebbero replicare in Lombardia e  in Veneto. Definitivamente superate le resistenze dei rispettivi staff?  Ma sì, pur di battere l’odiato Cavaliere e ridimensionare le ambizioni di quel “traditore” di Monti che aveva promesso di fare l’arbitro. Il governatore emiliano Vasco Errani, che tiene i contatti con il sindaco e prepara il cartellone, vorrebbe portarlo anche in Emilia, «me lo hanno chiesto, la campagna elettorale del Pd è una, tutti sono coinvolti». Come una Madonna pellegrina da esibire per sedurre i giovani rottamatori e i moderati anti-Vendola, Renzi viene conteso anche in Campania e nelle Marche. Il dalemiano Gianni Cuperlo gli ha chiesto di fare qualcosa assieme anche a Prato, voci di corridoio poi smentite hanno diffuso la notizia di una possibile iniziativa con Massimo D’Alema, se così fosse sarebbe davvero troppo. «Valorizzeremo le potenzialità di ciascuno. Matteo e Pier Luigi possono stare benissimo sul palco insieme», fanno sapere da largo del Nazareno, «i risultati si vedranno il giorno del  voto». Appunto