La squadra di Monti: capilista alla Camera Bombassei, Romano, Vezzali e Balduzzi

Presentata la squadra di Mario Monti  alla Camera, la “Scelta Civica” che si federa con Udc e Fli, ma ci vorrà ancora un po’ di tempo per la lista unica “Con Monti per l’Italia” al Senato, nonostante da giorni sia stata annunciata come pronta. Dal cilindro del professore esce un mix di associazionismo, mondo accademico, imprenditoriale, intellettuale, esponenti del mondo cattolico. Tutti nomi passati al vaglio del “codice” Bondi. Capolista in Lombardia1 alla Camera la presidente Fai Ilaria Borlotti Buitoni ed il magistrato Stefano D’Ambruoso, seguiti dal montezemoliano Simone Perillo, al numero 7; in Lombardia2 l’imprenditore Alberto Bombassei e Gregorio Gitti. In Emilia Romagna capolista Irene Tinagli, al quarto posto Lelio Alfonso, portavoce di Italia Futura.
In Veneto c’é ancora Bombassei, prima di Enrico Zanetti, esperto fisico. Per il Piemonte corrono il ministro Balduzzi e Rabino, mentre in Piemonte 1 Vitelli ed il presidente dei direttori Asl Giovanni Monchiero. In Puglia capolista alla Camera è Salvatyopre Matarrese, in Trentino Lorenzo Dellai, fondatore di Verso la Terza repubblica ed ex presidente della provincia di Trento. In Toscana1 si schierano il direttore di Italia Futura Andrea Romano e lo scrittore Edoardo Nesi, in Sardegna Pierpaolo Vargiu e Giorgio La Spisa, mentre i Calabria Quintieri, Girasole e Lentino. Valentina Vezzali nelle Marche, mentre nel Lazio1 vanno il portavoce di Sant’Egidio Marazziti, il generale Domenico Rossi e Carlo Calenda di Italia Futura, nel Lazio2 Federico Fantilli e in Molise Michele Scassera. Capolista in Campania Antimo Cesaro, in Sicilia 1 Gea Schirò ed in Sicilia 2 Andrea Vecchio. Monti aveva già anticipato nei giorni scorsi alcuni nomi. Oltre a Mario Sechi, la virologa Ilaria Capua, Carmelo Lentino, Carolina Girasole, Stefano Quintarelli, Mario Totaro, Annalisa Minetti.

Tutti hanno sottoscritto il codice Bondi, che prevede fedina penale pulita senza neanche processi pendenti al momento della presentazione delle liste e pieno rispetto del codice antimafia, trasparenza dei redditi e patrimoniale, blind trust in caso di conflitto di interessi, pubblicità di chi ha finanziato la campagna elettorale e di eventuali altri incarichi. Nel codice Bondi anche l’impegno a non cambiare gruppo, a trasmettere per scritto entro il 15 marzo la denuncia dei redditi 2011 e lo stato patrimoniale. In attesa di sciogliere i nodi complicati sulla lista al Senato,  arrivano le prime polemiche. In Toscana l’esodo di esponenti di centrosinistra verso le liste Monti non è sfuggito al Pdl: «Altro che progetto di centro, la lista Toscana di Con Monti per l’Italia altro non è che una good company degli ex Ds-Pd – dice Massimo Parisi, coordinatore regionale del Pdl – una conferma del fatto che qui più che altrove, votare Monti significa fare da stampella a Bersani».