La disfida delle agende: in campo il Cavaliere

Non c’è solo l’agenda Monti, quella che per mesi è stata invocata dai fedelissimi del Professore senza conoscerne nemmeno una virgola e che poi è venuta fuori, all’esordio in campagna elettorale, con tutte le sue lacune e le sue stangate. Comincia a prendere corpo un’altra agenda, messa nero su bianco da Berlusconi che, a differenza di quella (improponibile) del tecnopremier e di quella (inesistente) di Bersani, parte da un elemento fondamentale: ribaltare le logiche economiche e politiche che hanno imbalsamato l’Italia. Logiche volute dalla resistenza dei potentati esterni e interni, con l’aiuto delle fette di sindacato che continuano a parlare con il linguaggio di trenta o quarant’anni fa. La disfida è aperta, non siamo a Barletta, non c’è Ettore Fieramosca ma i “cavalieri francesi” sono già in difficoltà. In un’intervista a Teleradiostereo, infatti, Berlusconi ha elencato i primi punti della sua agenda: riforma costituzionale, riforma del mercato del lavoro e delle pensioni e abolizione dell’Imu. Un disegno che è del tutto alternativo al centrosinistra che, fino a oggi, ha saputo parlare solo di patrimoniale a aumento dell’Iva. E alternativo al “centrino” montiano, portavoce solo dell’alta finanza. Il Cavaliere ha spiegato anche l’inganno posto in essere con la “mazzata” sulla casa: “I 4 miliardi dell’Imu sono poca cosa a fronte di una spesa pubblica di 800 miliardi di euro”. E Monti? “Prevedo per lui un ruolo da comparsa nello scenario politico con un tempo di permanenza molto stretto”.  E il caso Alitalia: Rifarei la stessa scelta. Il nostro paese non puo’ non avere una propria compagnia di bandiera. Se Alitalia fosse caduta nelle mani di Air France, conosco bene i francesi, tanti turisti sarebbero finiti a visitare i castelli della Loira invece che nelle nostre città d’arte'”.