La Cgil convitato di pietra tra Bersani e Monti

Non solo tra politici volano critiche e recriminazioni. Oggi Mario Monti ha inserito un altro soggetto nella partita, la Cgil, e proprio alla vigilia della manifestazione che vedrà a braccetto Bersani, Vendola e Susanna Camusso al Palasport di Roma. La riforma del lavoro che abbiamo varato – ha detto Monti – “non è andata avanti abbastanza” e questo “è colpa di un sindacato che ha resistito decisamente al cambiamento e non ha firmato l’accordo che gli altri avevano firmato”. Una cultura che va cambiata, ha aggiunto, indicando nel sindacato guidato da Susanna Camusso un ostacolo al percorso riformista. Del resto Monti sa che proprio alla sinistra del Pd si annidano le contraddizioni che rendono vulnerabile lo schieramento di centrosinistra, là dove si invoca la patrimoniale, si criticano le liberalizzazioni, si pretende una politica fiscale oppressiva per evitare la spending review.  Ma Bersani  difende a spada tratta la Cgil e nega di esserne condizionato: ”Attribuire alla Cgil – ha affermato Bersani – l’eterodirezione del Pd è ridicolo. E mi stupisco che una personalità come Monti vada dietro a cose insufflate dalla destra: quando governi tutti i sindacati sono figli tuoi, e la Cgil è un sindacato con milioni di iscritti. Questa è una posizione pericolosa”.

Nel dibattito è intervenuto anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: “So che anche la Cgil sta per presentare un suo documento programmatico, non so ancora i contenuti, ma quello che vorrei ricordare è che siamo tutti sulla stessa barca, siamo nel pieno della tempesta perfetta, quindi dobbiamo metterci tutti a remare nella stessa direzione. Io mi auguro che si ritrovi quella coesione che ha permesso alla nostra nazione di uscire dalla crisi della seconda guerra mondiale” e di diventare “una delle cinque potenze economiche mondiali più forti: serve un nuovo miracolo italiano, dobbiamo avere questo obiettivo, ci dobbiamo credere. Noi imprenditori ci crediamo e ce la metteremo tutta”.