“Involuzione” civile: Ingroia scaricato pure dal fratello di Borsellino

Dopo la diffida della casa editrice di Tex dall’uso dei suoi personaggi (Dylan Dog era stato usato per uno spot per Rivoluzione civile) e dopo gli attacchi sempre più violenti dell’ex amico Beppe Grillo, il pm Antonio Ingroia perde un altro sponsor pesante. È Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia che Ingroia considera il suo “maestro” e che cita ad ogni occasione. «Avevo pensato di dovere aspettare la pubblicazione delle liste – ha scritto leader del movimento Agende rosse – e lo farò prima di prendere una decisione definitiva , ma già da oggi purtroppo posso avere sentore di quello che dovrò leggere». Motivo dell’addio? «I due rappresentanti del mio movimento che, insieme a tanti altri giovani, mi avevamo dato la disponibilità ad essere candidati nella lista di Rivoluzione Civile e che io avevo indicato come elementi di punta per il loro curriculum, per le loro qualità intrinseche e per l’impegno e la passione sempre profusa nelle attività del nostro movimento, non hanno trovato posto nella lista di Ingroia se non posposti , e non di poco,ad altri nomi sia di politici che della società civile». Insomma, la neonata Rivoluzione civile, puzza di vecchia politica fin dalla culla: «I primi in base alle contrattazioni di vecchio stampo tra i partiti componenti la lista, i secondi scelti in base alla notorietà ed alla visibilità mediatica che non sempre coincidono con l’impegno civile». Il fratello di Paolo smaschera il gioco della lista: «Volevano solo il mio nome, per portare voti, quando io ho detto di no, mi hanno scaricato». L’effetto, a questo punto, diventa paradossale: il magistrato che si fa forte dell’etichetta “antimafia” scaricato da uno dei nomi simbolo dell’antimafia. Basta andare sulla bacheca Facebook di Salvatore Borsellino per leggere una sequela di apprezzamenti poco commendevoli (l’eufemismo è d’obbligo) nei confronti di Ingroia e del suo movimento. Da rivoluzione a involuzione civile.