Insofferenza verso i “tecnici”: 100 deputati tory pronti a uscire dalla Ue

Monta nel Regno Unito l’insofferenza per la tecnocrazia europea. Il 40% dei cittadini britannici è favorevole all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, mentre il 37% si dichiara contrario. Almeno secondo il sondaggio di Populus compiuto all’indomani del discorso del premier David Cameron che ha proposto un referendum sulla permanenza del Paese nell’Ue. Secondo l’indagine, pubblicata dal Times, se non si considera il 23% di indecisi, la percentuale di favorevoli all’uscita sale al 53%, quella dei contrari al 47%.  Inoltre più di cento fra deputati e rappresentati Tory sono pronti a votare per l’uscita del Regno Unito dall’Europa in un eventuale referendum qualora non ci sia un “significativo” rimpatrio di poteri da Bruxelles. A dirlo il Telegraph, che parla di un chiaro avvertimento lanciato da Cameron. La fronda euroscettica comprende nomi del calibro di Boris Johnson, sindaco di Londra, del ministro dell’Istruzione, Michael Gove, e di quello al Lavoro Iain Duncan Smith, oltre a un centinaio di deputati. Chiedono in particolare di sapere quali poteri Cameron intenda negoziare nel corso di una trattativa con Bruxelles. E Bruxelles si allarma: «David Cameron venga al Parlamento europeo a spiegare pubblicamente le sue posizioni». È l’invito fatto dal presidente dell’Eurocamera, il socialdemocratico tedesco Martin Schulz, che ha affermato di essere d’accordo sul fatto che la Ue vada migliorata per la poca trasparenza e per lo sviluppo squilibrato. Ma è chiaro, per Schulz, che la proposta di referendum per l’uscita del Regno Unito dalla Ue è stata fatta da Cameron per motivi di politica interna. «La Ue – ha detto Schulz – deve essere migliorata, ma non è possibile farlo spaccandola». Da Davos dove c’è il World Economic Forum il premier italiano uscente Mario Monti avverte Londra che se decidesse di uscire «dovranno lasciare il mercato unico».