Ingroia e Pellizza da Volpedo: appropriazione indebita

Il movimento politico di Antonio Ingroia viene accusato dal sindaco di Volpedo, piccolo comune in provincia di Alessandria che ha dato i natali all’autore del celebre dipinto “Il Quarto Stato” Giuseppe Pellizza, di appropriazione indebita. Nel simbolo del movimento del pm, Rivoluzione civile, compaiono infatti i personaggi stilizzati del famoso quadro. Una scelta disapprovata dal sindaco che ha scritto una lettera di protesta a Ingroia dicendosi disgustato dall’utilizzo strumentale di un’icona diventata nel Novecento un caposaldo dell’immaginario socialista. Ingroia se ne è appropriato perché, nella sua campagna elettorale, intende battere il tasto del divario tra ricchi e poveri e anche trovare un’immagine mobilitante per quel popolo non più socialista ma piuttosto giacobino e giustizialista cui con il suo movimento intende dare voce. Del resto Il Quarto Stato ha sviluppato nel corso del “secolo breve” il valore di un marchio seguito più dalla politica che dagli storici dell’arte: infatti la qualità artistica del dipinto è stato riconosciuta piuttosto tardi.  Secondo Pellizza la sua opera, terminata nel 1901, avrebbe dovuto trovare presto un compratore, ma così non fu, tant’è che il pittore, poco riconosciuto in vita, morì nel 1907 suicida. Il quadro venne venduto più di dieci anni dopo, nel 1920, acquistato tramite una sottoscrizione pubblica dalla città di Milano per 50mila lire.  Ora è finito nelle mani dell’estrema sinistra? A sentire lo stesso Ingroia, la collocazione gli calza a pennello. Lo confessa in un tweet: “B. dice che sono di estrema sinistra. Sente odore di democrazia, giustizia ed uguaglianza”.  E a rafforzare il concetto, nel suo profilo, si definisce “partigiano della Costituzione”. La sovrabbondanza di ideologismo del magistrato ha già spaventato Grillo, che ha negato ogni possibilità di fare fronte comune con quelli di Rivoluzione Civile (al 5% nei sondaggi) e ha sconcertato opinionisti da sempre attenti a ciò che si muove a sinistra come Gad Lerner e Barbara Spinelli, per i quali Ingroia, come Monti, è un altro “tecnico che ambisce a raddrizzare gli italiani anziché aiutarli a vivere meglio”. In ogni caso la lettera indignata del sindaco di Volpedo non è un caso unico: appena nato, il movimento di Ingroia-De Magistris già per la seconda volta viene accusato di appropriazione indebita. Il primo a puntare l’indice era stato il sindaco di Milano Pisapia che aveva ammonito: non tirate per la giacchetta il movimento arancione. E loro hanno ripiegato sul Quarto Stato.