Ingroia candida l’eroe che “catturò” il piffero di Topolanek

Nel suo curriculum Antonello Zappadu, professione paparazzo, ha migliaia di scatti di Berlusconi circondato da donne nella sua villa in Sardegna e uno scoop clamoroso, che gli valse notorietà inernazionale: il pene del premier ceco Topolanek, ospite di Villa Certosa, nudo e inconsapevole, con la sua signora, di essere paparazzato a distanza da un fotografo appostato su una collinetta lì vicino. La rivoluzione civile di Ingroia inizia da qui, dalla candidatura di un fotografo da rivista scandalistica che nel 2007 prima e nel 2009 poi documentò le vacanze del Cavaliere nella sua residenza privata in spregio alla privacy e al buon gusto. Tanto basta, in Italia, per aspirare a un posto in Parlamento con uno dei tanti partiti che a sinistra fanno dell’antiberlusconismo militante il proprio, unico, motivo di esistenza politica. «Non sapevo che fare il paparazzo fosse un atto di rivoluzione civile», ha commento poco fa su Twitter Antonio Polito, ex direttore del Riformista ed editorialista del Corriere, mica Emilio Fede. Ma tant’è. Lo scoopista di piselli sarà in lista in Sardegna al fianco del magistrato che si vanta di essere stato allievo di Paolo Borsellino. Il gioco delle candidature prevede che chi ha più vip da spendere, in qualsiasi campo,  anche in quello più pruriginoso, abbia una corsia preferenziale se serve alla causa dell’anti-berlusconismo. A questo punto, non potremo meravigliarci se da qui alla chiusura delle liste qualcuno decidesse di scavalcare Ingroia alla sua sinistra e mettesse in lista anche l’unico che è davvero riuscito a mettere ko il Cavaliere, in questi anni, l’unico, Massimo Tartaglia. Peccato che abbia usato una statuetta del Duomo. Se pensiamo che solo un mese fa il “Venerdì” di “Repubblica” aveva dedicato un intero reportage a  Tartaglia, a tre anni di distanza dall’attentato di Milano, tutto è possibile. In quel caso il quotidiano di Ezio Mauro ha giustificato il gesto di Tartaglia con il clima d’odio creato, all’epoca, ovviamente, da Berlusconi. Che ovviamente, agli occhi di Ingroia, è anche colpevole di aver creato il clima di perdizione che l’eroe Zappadu immortalò in quegli scatti di Villa Certosa, catturando perfino un pene, quello di Topolanek.