«Indagato per associazione a delinquere e truffa»: capolista in Friuli l’impresentabile di Ingroia

«Associazione a delinquere finalizzata alla somministrazione di medicinali guasti e pericolosi per la salute pubblica e la truffa». È l’accusa che pende su Marino Andolina, medico del Burlo Garofalo di Trieste, capolista in Friuli Venezia Giulia per Rivoluzione civile. Avete capito bene, a guidare la lista friulana del pm Antonio Ingroia, c’è un “impresentabile”. Almeno “impresentabile”, secondo il canone giustizialista dell’ex pm della Procura di Palermo. Quando l’ha saputo Paolo Ferrero, in diretta a La Zanzara di Radio 24, quasi è caduto dalla sedia. Il segretario di Rifondazione comunista in accoppiata con Ingroia cavalca il tema delle manette per tutti e degli inquisiti fuori dal Parlamento sempre e comunque. Sempre e comunque, tranne che con i loro candidati.

Inutile dire che il dottor Andolina si ritiene vittima di un complotto, di colleghi invidiosi. La pensa diversamente Raffaele Guariniello, il pm di Torino che sta indagando sulle terapie con le staminali adottate da Andolina (con il metodo di Davide Vannoni, un “neuroscienziato” laureato in Lettere e filosofia). Nel report del ministero della Salute si legge che «le metodologie di preparazione dei preparati sono grossolane, con errori marchiani, e del tutto fuorilegge. I laboratori sono in luoghi non adatti».Secondo l’accusa di Guariniello il laboratorio torinese delle cellule staminali di Vannoni, Andolina e soci, «era ricavato in uno scantinato abusivo gestito da due ucraini». Per convincere ad accettare il loro metodo, gli esperti della Stamina, onlus senza fine di lucro (sebbene le terapie costassero dai settemila ai cinquantamila euro), mostravano ai familiari dei malati i video di gente che era guarita. «Una ragazza malata di Sla che riprendeva a camminare» o «un ballerino russo col Parkinson che tornava a ballare». Per gli inquirenti si trattava di video taroccati. Da qui l’accusa di truffa. Ma Ingroia, candidando come capolista Andolina, evidentemente non crede alle accuse del collega. Stai a vedere che il magistrato non si fida dei suoi colleghi?