Il “tecnico” Barca: «Io comunista, promosso da Berlusconi, tifo Bersani e Vendola»

11 Gen 2013 20:40 - di

«Fu Berlusconi a promuovermi capo dipartimento dell’Economia e dopo mi chiese se era vero che ero comunista. Gli dissi di sì, che era una malattia di famiglia incurabile». Suo padre Luciano è stato infatti parlamentare Pci e direttore dell’“Unità”. Il retroscena è stato svelato nel corso della trasmissione “La Zanzara” su Radio 24: «Si opponeva Fini alla mia nomina. Non fu di ostacolo Berlusconi, gli ho sempre visto uscire lo spirito imprenditoriale che valuta le capacità delle persone. Mentre a sinistra molti mi rimproverarono quella promozione e di aver lavorato con lui e Tremonti. Ma un funzionario deve lavorare a prescindere dal colore del governo». Il ministro per la coesione territoriale riconosce al Cavaliere più di una qualità: «Il merito di Berlusconi lo vedo nella sua attività di imprenditore, l’ho raccontato spesso all’estero. Ha il merito di aver ribadito che in Italia gli imprenditori non sono quei 5 o 6 che si sono autoproclamati re dell’Italia, ma che lui è venuto fuori dal nulla e fuori dall’establishement. Si è costruito da solo, anche in politica. Altri erano stati massacrati dalle piccole cerchie. Questa cosa la sinistra non l’ha capita per molti anni».

Tolta la maschera del tecnico, Barca gioca a carte scoperte: «Faccio il tifo per Bersani, spero che ci sia un governo stabile e che Bersani e Vendola raggiungano la maggioranza sia alla Camera che al Senato». Secondo Barca, Monti ha sbagliato a dare del conservatore a Vendola: «Vendola non è un conservatore ma un innovatore che ha ben governato. E ha sbagliato anche su Fassina. Una parola simile a quella ‘silenziare’ l’ha detta anche Berlusconi…». Quanto alla possibilità che possa fare il ministro con Bersani, Barca afferma che non farà campagna elettorale «ma dopo voglio impegnarmi nella politica, in un partito. Credo sia incompatibile con un ruolo ministeriale». Ma quale partito, chiedono i conduttori?: «Non ho ancora deciso, uno dei due della sinistra, il Pd o Sel». Com’era la favoletta del governo tecnico super partes?

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