Il Pdl rilancia sul quoziente familiare: al primo punto del programma di governo

Il programma di governo del Pdl si baserà sul taglio delle tasse, sulla presenza di meno Stato nella vita dei cittadini e sulla restituzione dei soldi alle famiglie. È la risposta che Silvio Berlusconi, in collegamento con il Tg5, ha voluto indirizzare a Mario Monti ribadendo l’intenzione di cancellare l’Imu sulla prima casa sin dal primo Consiglio dei ministri. All’Imu il leader del Pdl affianca anche l’introduzione del quoziente familiare «a partire dal 2014», l’abbassamento dell’Irap, e – entro il 2015 – l’introduzione di sole due aliquote Irpef del «23 e del 33%» se sotto oppure sopra i 40mila euro di reddito. Berlusconi spiega che la copertura di questi interventi arriverebbe dalla riduzione della spesa pubblica «di almeno il 10% in 5 anni» che produrrebbe «un risparmio di almeno 80 miliardi in 5 anni».

Un programma sul quale punta con convinzione il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «L’introduzione del quoziente familiare su scala nazionale a partire dal 2014 previsto nel programma economico presentato da Berlusconi va nella giusta direzione di un fiscalità finalmente a misura di famiglia. Alemanno ricorda che «Roma è stata la prima grande città italiana ad applicare il quoziente familiare. Oggi nella Capitale ci sono novantamila famiglie esentate dalla Tia (Tariffa igiene ambientale): se Roma, con tutta la complessità che una metropoli comporta, è riuscita ad applicare questo provvedimento, il quoziente familiare può essere adottato con successo da tutto il Paese. Stiamo parlando di un valido strumento per aiutare la famiglie ad uscire dalla crisi e, di conseguenza, per rimettere in moto l’economia».

Un modello che in Italia è stato finora irrealizzabile, mentre è valido in Francia dove, la supertassa del 75% è stata bocciata dalla Corte costituzionale in quanto– essendo un’imposta sui redditi personali – creava discriminazioni tra famiglie con pari entrate complessive, ma distribuite in maniera diversa fra i componenti. Un principio ancora sconosciuto da noi e che il centrodestra vuole finalmente introdurre.