Il j’accuse di Angela Napoli a Servizio pubblico. La replica di Fli

Il caso della deputata antimafia Angela Napoli, che ha lasciato Fli alla fine di novembre perché secondo lei era stata tradita la ragione fondante del partito di Fini, cioè la battaglia per la legalità, è tornata prepotentemente all’attenzione dei media. Infatti Angela Napoli è stata ospite ieri sera della trasmissione di Michele Santoro Servizio pubblico e ha spiegato le sue ragioni. L’ex esponente di Fli, da dieci anni sotto scorta, ha detto di avere ricevuto minacce anche di recente e di sentirsi isolata dalla politica. “Ho cercato di costruire Fli in Calabria tenendo fuori i personaggi collusi e ho vietato l’ingresso di esponenti di Fli nelle giunte locali accusate di infiltrazioni mafiose”. Quindi Angela Napoli ha raccontato che Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, ha sconfessato la sua linea intransigente costringendola alle dimissioni. Ha ribadito da ultimo le accuse lanciate il 24 novembre quando aveva deciso di lasciare Fli: “Ho visto sbriciolarsi tutti i principi su cui si è fondata la nascita di Fli”. Al j’accuse di Angela Napoli ha replicato Gianfranco Fini, derubricando la questione a un risentimento personale per la mancata candidatura che, ha spiegato Fini, è stata decisa per le regole volute da Monti: fuori chi ha più di tre legislature alle spalle, e la Napoli ne ha ben cinque. Tesi confermata da Italo Bocchino che ha aggiunto: “In tutto il Sud alle amministrative Fli prendeva tra il 3 ed il 6 per cento; in Calabria tra lo 0,2 e lo,6 per cento. E chi guida un partito si deve porre anche questo problema”.