I sondaggi lo danno in caduta libera e Grillo ci ripensa: «Andrò in tv»

Va bene il popolo del web, benissimo i cinguettii, eccezionali i Social network, fantastici i meet up, ma alla fine anche Beppe Grillo si deve arrendere alla caro vecchio mezzo televisivo. «Faremo una sorpresa, l’ultima settimana della campagna elettorale vado in tv, vedremo dove, sceglieremo una radio e un programma tv», ha annunciato il comico, blogger e leader (ma non candidato) del Movimento 5 stelle. Una sorpresa, ha aggiunto, «con cui daremo il colpo di grazia, non ve lo immaginate neanche». A margine della tappa di Ravenna del suo Tsunami Tour, Grillo ha precisato di non aver ancora deciso la rete televisiva, ma non esclude di andare ospite in una trasmissione della tanto disprezzata mamma Rai. «Mi stanno corteggiando tutti – ha detto – anche se in realtà sono spazi dovuti».

Un passo indietro, quello del blogger, dettato con tutta evidenza dai sondaggi che danno in grande flessione il suo movimento. Sarebbero circa cinque i punti percentuali persi per strada da Movimento 5 Stelle in appena tre mesi. La lista di Beppe Grillo viene segnalata oggi in media al 12,6%. A ottobre e novembre per i sondaggisti valeva il 17,4. La nuova strategia mediatica non si ferma alla tv, passa anche per la scelta di cavalcare gli ultimi scandali, come quello del Monte dei Paschi di Siena. Ieri Grillo è salito sul palco dell’assemblea dei soci dell’istituto bancario senese. Nei pochi minuti a disposizione ha sfornato un altro show dei suoi, invettive e concetti di spessore politico pari allo zero: «Avete accumulato 14 miliardi di debito, 28 mila miliardi di lire»; «Mussari non sa fare neanche un bonifico»; «Profumo è di Genova, come me, è un ex casellante che studiava di sera, però è il meno adatto ad occuparsi del Monte dei Paschi di Siena perché è indagato per frode fiscale». Per chiudere in bellezza contro il Partito democratico e l’istituto bancario, accomunati da un calembour: «Un partito che è diventato una banca e una banca che è diventata un partito». Il prossimo passo in tv, per un altro show dei suoi. Agli italiani mancava solo questo: la Tribuna elettorale trasformata in una puntata di Zelig.