I radicali ora rischiano di rimanere fuori dal Parlamento

Tramontata l’ipotesi di accordo con Francesco Storace per la Regione Lazio, Emma Bonino torna a parlare delle liste radicali: «C’è persino chi ha detto che io avrei chissà quale canale aperto con il Pd. Se lo avessi lo direi», ha detto parlando a “Radio Radicale”. «Io ho cercato varie volte di comunicare con Zingaretti – sottolinea – e non sono riuscita nemmeno a parlargli per telefono. È comprensibile, vista la sua bugia un po’ ipocrita non francamente sostenibile. Mi sarebbe piaciuto me lo dicesse in faccia, o almeno a voce, per telefono»… Dopo il cannoneggiamento della sinistra sui nemici radicali, a causa del ventilato apparentamento con Storace, tuttavia stavolta il partito di Pannella rischia. È quasi certo che dopo sette anni, debbano di nuovo dire addio al Parlamento e sperare, per avere una rappresentanza in parlamento, nella nomina di Marco Pannella a senatore a vita, caldeggiata soprattutto dal centrodestra. Il simbolo Amnistia e Libertà (con Pannella candidato premier) non sarà presente in tutte le regioni a causa della difficoltà nella raccolta delle firme. Liste radicali ci saranno, tra l’altro, sia alla Camera che al Senato, in Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia, Toscana, Emilia Romagna e Lazio1. Non saranno, invece presenti, in Lazio2, alla Camera in Lombardia (ma al Senato sì) né in Veneto e in Liguria. Fuori da ogni coalizione e assenti in diverse regioni, i radicali devono sperare in un miracolo per superare la soglia di sbarramento del quattro per cento necessaria per entrare a Montecitorio. Non ha facilitato le cose – raccontano a Torre Argentina – la vicenda dell’intesa con la Destra di Storace che avrebbe irritato più di qualche militante impegnato ai tavoli della raccolta delle firme e disorientato diversi elettori. Più praticabile la presentazione delle liste per le regionali del Lazio con candidato Giuseppe Rossodivita. Mentre è a rischio la presentazione della lista per le regionali in Lombardia con la candidatura di Marco Cappato.  Una volta raccolte le firme necessarie per correre per il Parlamento i radicali si dovranno comunque misurare con la soglia del 4% nazionale e dell’8% regionale in Senato. Sembra molto difficile che il partito di Pannella riesca a riportare una pattuglia di propri parlamentari alle Camere. Il partito è, del resto, abituato a condurre le proprie battaglie anche fuori dal Parlamento. Nel 2006, quando, insieme ai socialisti sotto il simbolo della Rosa nel pugno, riuscirono a portare a Montecitorio un gruppo di deputati, erano 10 anni che non venivano eletti radicali in Parlamento. All’epoca, però, c’era una corposa pattuglia di europarlamentari radicali. Se le elezioni andassero male il partito potrebbe contare, come rappresentanza nelle istituzioni, solo su due consiglieri locali: Silvio Viale in Piemonte e Marco Cappato in Lombardia. Una situazione complicata sulla cui gestione non manca qualche polemica interna. Malumori che, con tutta probabilità, non verranno taciuti alla prossima riunionedel Comitato nazionale di Radicali Italiani in calendario per i primi di febbraio.