Grillo ci ripensa: vade retro Casapound (e il fascismo)

La marcia indietro di Beppe Grillo. Prima prova a dialogare con i giovani di Casapound. Poi, inchinandosi anche lui alla pregiudiziale antifascista, accusa i giornalisti di avere capito male. L’ex comico ha inaugurato una nuova rubrica sul suo blog dal titolo “Le balle quotidiane” – indirizzata contro i “pennivendoli”, cioè contro i media colpevoli ormai di ogni nefandezza – e la prima “balla” che si occupa di smontare è appunto quella su Casapound. “Io non ho aperto a nessun partito e non sono fascista, né simpatizzante del fascismo. Ma chi credete di prendere per il culo? Invece ho detto e ribadisco che il M5s non è un movimento ideologico”. L’11 gennaio aveva detto: “Se un ragazzo di Casapound vuole entrare a far parte del Movimento, non vedo problemi oggettivi perché se ha i requisiti ci entra”. In realtà Grillo aveva detto qualcosa di molto più importante: destra, sinistra, fascismo, comunismo, noi siamo oltre. La società, probabilmente, è anch’essa già oltre. Ma i guardiani dell’antifascismo no, quelli sono sempre all’erta e vigili. E a Grillo non è stato perdonata la sua attenzione postideologica al movimento dei ragazzi di Iannone. Non un’apertura, certo, solo uno scambio di battute. Ma a volte ci sono gesti, soprattutto se fatti in campagna elettorale, che destrutturano mesi e mesi di demonizzazione arrivando a sfilacciare gli assiomi di una propaganda manichea sugli “uomini neri” che mettono in pericolo la democrazia. Grillo non se l’è sentita di mantenere il punto. Peccato. In fondo non non era andato poi così fuori tema visto che persino il premier Mario Monti si è permesso il lusso di provare a collocarsi oltre: “Dio ci scampi dalla destra e dalla sinistra”. Ma per l’antifascismo si dovrà aspettare ancora. Forse la prossima tornata elettorale.