Gli strani silenzi del Pd: la “tagliola” va fatta scattare dopo…

Meglio il vuoto assoluto di idee che dire la verità. Il Pd, in questa prima fase della campagna elettorale, non ha detto una sola parola su temi fondamentali tranne scopiazzare qualcosa sull’Imu da Berlusconi. Silenzio totale da tutti gli esponenti del centrosinistra su lavoro e pensioni. Anche perché la prudenza induce a mimetizzarsi. Il Pd ha criticato e osannato la Fornero, a giorni alterni era “da confermare nel governo della sinistra”, come diceva Bersani, o una “ministra” teorica del licenziamento facile e quindi da cancellare dalla scena. Ma i veri Dracula del lavoro sono quelli che agiscono in punta di piedi. Come Barbara Pollastrini che, esattamente quindici anni fa – in merito all’università – trovò la soluzione: “Licenziamo i docenti inutili”, una frase che – se fosse stata detta da un Brunetta o un Tremonti – avrebbe provocato un putiferio. La Pollastrini invece sentenziò: “Bisogna valorizzare chi dà e mandare via chi non dà”. In breve, con la scusa di una ipotetica meritocrazia, si voleva arrivare appunto al licenziamento facile. L’allora ministro Berlinguer la stoppò (ma solo in parte): “Non è ancora il momento”, a differenza di Asor Rosa che le disse subito sì. Il problema è che quell’idea era un banco di prova: si iniziava con i docenti universitari per poi allargarsi agli altri settori. Il Pd (anzi, Pds) aveva messo nero su bianco una proposta furba: i docenti andavano valutati ogni 6-7 anni sulla didattica, l’organizzazione e le presenze. Ma non si diceva “chi” avrebbe dovuto valutarli e qui c’era il trucco. Quindi la Fornero aveva un predecessore illustre nella Pollastrini. Che vantava e vanta un curriculum al di sopra di ogni sospetto: sessantottina, maoista, “bocconiana”, poi nel Pci, nel Pds, nei Ds e nel Pd. Pugni chiusi, lotte operaie e licenziamenti facili. Tutto e il contrario di tutto, come sempre avviene nel centrosinistra. Ed è per questo che il Pd tace. Per non perdere voti. La “tagliola” la useranno dopo. A urne chiuse.