Gli ex Pdl Stracquadanio e Bertolini senza scranni

Senza scranno e senza futuro? L’ex pasionaria del Pdl, Isabella Bertolini e l’ex pasdaran berlusconiano Giorgio Stracquadanio, approdati al gruppo misto dopo aver mollato il Cavaliere per fondare “Italia libera”, rischiano di doversi cercare un nuovo lavoro. Una scelta sofferta – dissero al momento dell’esodo – “fino all’ultimo abbiamo tentato di far sentire la nostra voce all’interno del Pdl, ma nessuno ci ha ascoltato”. Pronti a portare acqua all’area liberal-democratica alternativa alla sinistra e velenosi con il partito di Angelino Alfano, che “si è autodistrutto”, erano sicuri di trovare uno spazio degno della scelta coraggiosa. Qualche maligno all’epoca ipotizzò che dietro lo strappo ci fosse lo zampino del Cavaliere, “nulla di più lontano” smentirono i dissidenti. Con chi andrete? “Guardiamo con attenzione a tutti, a Montezemolo, alla Lista per l’Italia di Casini, al movimento di Giannino”, diceva la Bertolini. Unica certezza di Italia Libera il sostegno a un Monti bis. Non a caso, il compagno di strada ideale era Franco Frattini, apprezzato come l’unico montiano doc nel Pdl. Ma in queste ore, a pochissimi giorni dalla presentazione ufficiale delle liste, i due transfughi sono senza casa. A poco è servita la lunghissima lettera indirizzata a Monti insieme con Pecorella, Stradella, Tortolì, Fava ed altri. “Egregio senatore Monti, …abbiamo denunciato sin dall’agosto 2011 il fallimento del governo Berlusconi-Tremonti e il mancato rispetto del programma di riforme votato dagli italiani… Siamo stati determinanti nel costringere un riottoso Pdl a sostenere il Suo governo…”. Insomma, una richiesta di candidatura infiocchettata da motivazioni ideali. Top secret da Palazzo Chigi: i loro nomi non compaiono nel listone Monti né alla Camera né al Senato, non c’è traccia nella squadra di Italia Futura, né tra i candidati finiani né tra le file dei centristi. Eppure non mancano donne di peso né ex pidiellini come l’economista Giuliano Cazzola, al terzo posto in Emilia Romagna e l’ex capogruppo del Pdl al Parlamento europeo Mario Mauro, terzo in Lombardia, né Fabio Gava, vicino agli ex ministri Scajola e Pisanu. Che quella vecchia volte di Montezemolo nel complicato sudoku delle candidature si sia scordato degli ex berlusconiani folgorati sulla via montiana? Che Casini non si fidi? Del resto neppure mister Ferrari sarà in Parlamento né nell’eventuale governo del professore: “Come ho ripetuto tante volte in passato non chiedo nulla per me in cambio del mio impegno, lascerò spazio alle tante persone di qualità che si sono impegnate e hanno lavorato per l’associazione in questi anni”. E se manca lui, possono consolarsi…