Gli 007 di Monti? Contro l’evasione aveva fatto meglio il Cav (senza bisogno dei blitz-show)

Non è stata neppure una commedia degli equivoci. È stata una commedia e basta. La lotta all’evasione fiscale, che Monti ha dato in pasto all’opinione pubblica come da record mondiale, cifre ufficiali alla mano è stata meno incisiva di quella portata avanti dal governo di centrodestra. Lo ammette a denti stretti (e con una frase furba) il direttore dell’Agenzia delle Entrate in persona, Attilio Befera, il “giustiziere”: «Nel 2012 abbiamo confermato i risultati positivi del 2011 per la lotta all’evasione», dice. La furbizia è nel termine usato «confermato», che non significa certo «migliorato» Di conseguenza, si capisce che il risultato è stato inferiore rispetto alla stagione berlusconiana, e cioè alla stagione che la sinistra dipinge come quella “gradita” dagli evasori. E che la lotta degli 007 montiani sia stata deboluccia negli esiti lo dimostra un’altra puntualizzazione di Befera: «… nonostante la crisi», il che vorrebbe lasciare intendere che hanno incassato pure in presenza della caduta economica (che – com’è noto – colpisce chi lavora, ma non certo i grandi evasori). È l’ulteriore prova che tutta la sceneggiata degli “uomini neri”, nascosti all’uscita dei negozi per controllare gli scontrini, è stata solo un’operazione d’immagine, così come i blitz a Cortina, serviti a far credere che il governo dei banchieri colpiva i ricchi. Vogliamo ricordare alcune frasi di Befera del gennaio dello scorso anno, nel pieno della santificazione di Monti fatta dai grandi giornali e da alcuni partiti: «Gli evasori – diceva – non avranno scampo, abbiamo le armi per colpirli». E ancora: «Siamo sicuri che il 2012 sarà un anno ancora più proficuo, grazie ai nuovi strumenti che Governo e Parlamento ci hanno messo a disposizione per scovare chi non paga le tasse». Cioè, grazie alle idee di Monti. I risultati non sono venuti, nonostante i blitz con le telecamere come nei reality show.