Gasparri: «I centristi rispettino almeno la legge elettorale»

Sia chiaro, «vigileremo su eventuali violazioni della legge elettorale»: a poche ore dalla presentazione del simbolo della lista di Mario Monti, a Maurizio Gasparri non sono sfuggiti incontri e contatti tra i vari candidati nel tentativo di sbrogliare un nodo cruciale posto all’attenzione del Pdl:  l’articolo 14 della legge elettorale proibisce a più sigle di presentare i medesimi riferimenti nei caratteri grafici contenuti all’interno dei simboli. Così verrebbe meno la possibilità per Udc e Fli di utilizzare il «brand Monti» giudicato strategico per il risultato finale.

Lei ha detto: «Nessuno si illuda di fare trucchi»: c’è quest’intenzione, secondo lei?

Vedremo come andrà a finire. Certo non sfugge l’artificiosità di tutta questa operazione. Con l’arroganza di Monti che sgorga spontanea nei giudizi spezzanti verso chiunque non appartenga a presunte élites di ottimati e tecnocrati.  Anche le piccole forze politiche che si sono messe al suo servizio vengono trattate come persone imbarazzanti, un ingombro  da nascondere negli scantinati. E questi ultimi, d’altra parte, «schegge» della vecchia politica, pronti a cavalcare il montismo.

Come si dovrebbe risolvere questo problema tecnico in base al rispetto delle regole?

Senza trucchi. Impediremo qualsiasi violazione della legge elettorale. Presuntuosi come sono, rispettino le regole della democrazia e si presentino tutti insieme con un’unica lista alla Camera e al Senato.

Lai ha usato parole forti, «presuntuosi e subalterni», per identificare Monti  da un lato e i partitini al seguito dall’altro. Un’esagerazione?  

No. Lo testimonia l’artificiosità inquietante del loro stare insieme: Monti «li detesta» e Fli e Udc  tentano di sfruttarne l’onda per riciclarsi. Ci vuole chiarezza. Gli italiani hanno bisogno di una politica «normale».