Fuoco amico sul’Inno del Pd. «Brutto», «Freddo», «Dedicato a D’Alema…»

«Bravo, Pier Luigi, tu si che te ne intendi di misura», gli manda a dire, con inusitata cortesia, Gianna Nannini. Ormai è ufficiale: il leader democratico ha scelto come inno elettorale una canzone dell’ultimo album dell’artista senese. «È bellissimo e da domani accompagnerà il Pd», spiega sl suo sito il segretario. “Bello è impossibile” verrebbe da dire: i creativi di largo del Nazareno mollano Vasco Rossi e la sua «Senso», finora colonna sonora del bersanismo, per l’ultima performance della rock star senese, dopo due anni di silenzio: un “usato sicuro”, perfetto per il profilo del leader democratico, decisamente pop più che rock. «Mi ricordo di te» è il ritornello.”Mi ricordo di te / che bello è vivere / se vivere è con te / ora soffia il vento / e soffia via con te”. «Soffia il vento» è meno aggressivo dell’evergreen «il vento soffia ancora». L’“Inno” è accompagnato da un filmato in cui Bersani mostra la tranquillità del suo modo di essere e di questa «forza tranquilla». Da De Gregori, Jovanotti e Fossati, con la straordinaria “Canzone popolare”, il salto è notevole e in tanti, sulla rete, sono perplessi. Il primo a storcere il naso di buon mattino è Stefano Menichini, direttore di Europa:«L’inno non mi piace», taglia corto. Sui social network non si contano ironie e bocciatura: «Ce ne faremo una ragione…», twitta un elettore. «Mi ricordo di te? Speriamo che l’inno scelto da Bersani non sia dedicato a D’Alema», ironizza Cecilia. «È una chiavica», commenta un bersaniano doc. Il regalo della Nannini compare da ieri sul sito dell’ex ministro insieme a un video-spot che riprende il play off della campagna “l’Italia giusta”. Giusta, sobria, normale, non a caso la copertina del disco ritrae Gianna vestita con un saio francescano. Matteo Renzi avrebbe preferito altro: «Mi piacerebbe che l’inno lo scrivessero i Muse, “Resistance” del gruppo musicale britannico ha accompagnato tutte le convention dei rottamatori». Solo solo canzonette si dirà, ma la scelta di Bersani “dà l’impressione di un abbassamento dell’asticella – si legge sul sito di “Europa” – è indubitabile che la “Canzone popolare”, alzati, che si sta alzando, fu la song del grande riscatto, “La Vita da mediano” alludeva a un Prodi costruttivo, “Mi fido di te” si confaceva alla superpersonalizzazione veltroniana. La nuova canzoncina del Pd non scalderà il popolo democratico».