«Farò il superministro dell’Economia tagliando tasse e sprechi»»

Nessun comizio in piazza (per timore di attentati) e il ritorno al governo non più da premier ma da superministro dell’Economia e dello Sviluppo. Silvio Berlusconi fa il punto della sua campagna elettorale partendo da una rivelazione inquietante. «C’é una forte preoccupazione da parte di certe autorità nei miei confronti – ha affermato il leader del Pdl – mi hanno pregato di non fare discorsi nelle piazze. Ci fu un tentativo di uccidermi – ha aggiunto forse riferendosi al lancio della statuetta del Duomo – e adesso, con l’odio che circola, mi è stato espresso da coloro che hanno la responsabilità della mia scorta, questa preoccupazione». Quindi le eventuali uscite avverranno solo in «teatri e palazzi dei congressi». Dal punto di vista programmatico, il Cavaliere ribadisce poi che in caso di vittoria punta a fare il ministro dell’Economia, dove si potrà attuare quello che non si è fatto in 20 anni, cioé una riforma della «macchina dello Stato», che comporta una taglio di 80 miliardi alle spese. La vittoria appunto, che sarebbe a portata di mano secondo gli ultimi sondaggi: la ricerca Euromedia che il distacco dal centrosinistra si sarebbe ridotto a 4,5 punti e il Pdl sarebbe al 21%, cioé 5 punti più dei sondaggi ufficiali di altre Agenzie. Se la vittoria dovesse arrivare, poi, Berlusconi ha ribadito di non voler essere il premier e si è candidato piuttosto a fare il «ministro dell’Economia e dello Sviluppo», che oggi sono due dicasteri. Solo qui Berlusconi potrebbe toccare la «macchina dello Stato, che ci costa troppo, circa 800 miliardi». I tagli alle spese sarebbero del 10%, quindi con una manovra da 80 miliardi, che però poi porterebbero ad un taglio delle tasse. Cifre che fanno impallidire la spending review. E in una prospettiva di vittoria Berlusconi ha pure detto di avere in testa il nome di un candidato al Quirinale che «so certamente essere molto stimato anche dalla sinistra».