Emergenza Sanità nel Lazio, Alemanno: è allerta per l’influenza

A meno di un mese dal previsto arrivo dell’influenza stagionale il Sistema sanitario romano rischia di saltare. A lanciare l’allarme il sindaco Gianni Alemanno e il vicepresidente della commissione Sanità del Senato, Domenico Gramazio. «A Roma mancano oltre 3000 posti letto nelle Rsa (Residenze Sanitarie Assistenziali). L’Asp (Agenzia di Sanità Pubblica) ce ne ha dati 7000 per il Lazio: vuol dire che, con il picco dell’influenza previsto fra 20-30 giorni, si intaserà il Sistema sanitario della città», ha detto Gramazio. «Il rischio – ha aggiunto Alemanno – è che, se nelle strutture private non si pagano gli stipendi, si arriva a febbraio con un sistema fortemente compromesso e un sistema pubblico sottomesso ai tagli. Le due cose insieme fanno saltare il sistema: è necessario che il commissario freni i provvedimenti e ottenga risorse dal ministero dell’Economia e Finanze per dare ossigeno al sistema». Il senatore del Pdl ha sottolineato che nella capitale «l’altro giorno c’era un problema di barelle, ma abbiamo paura che ora ci sia la mancanza di posti letto per gli anziani ultra 65enni colpiti dall’influenza che si dice sarà più forte. Con l’incontro di martedì prossimo con i rappresentanti delle strutture private accreditate il sindaco potrà sapere quanti posti letto accreditati ci sono e potrà dire al commissario che disponibilità totale di posti letto immediati c’è a Roma». Ma, oltre al taglio dei posti letto, c’è appunto il problema degli stipendi. Gramazio ha stilato un elenco di tutte le strutture sanitarie che non pagano o non pagheranno gli stipendi ai dipendenti. Si comincia con l’Idi-San Carlo «che non paga da cinque mesi a parte un piccolo acconto. Il gruppo Ini (gruppo Faroni) questo mese non ha pagato, e poi ancora il policlinico Portuense, il Centro geriatrico romano, la Mary house di Acilia, la clinica Villa delle Querce a Nemi, il Fatebenefratelli e probabilmente non pagherà il Santa Lucia che attende l’accreditamento delle spese sostenute tra novembre e dicembre». Il San Raffaele aveva un accordo con Bondi per altre erogazioni ma «mi hanno riferito che questa mattina i dipendenti hanno manifestato davanti alla prefettura. Il nuovo commissario per la Sanità, Filippo Palumbo, mi ha detto che il prefetto lo ha contattato per avere un incontro». Proprio per questo il sindaco «ha convocato per martedì un tavolo, in Campidoglio, con tutti i rappresentanti delle associazioni che operano nel servizio accreditato per affrontare questo problema insieme a quello per le case di cura psichiatriche per le quali si avvicinano le scadenze», ha concluso Gramazio. Ieri intanto c’è stato l’incontro con Palumbo. «Il commissario sta facendo il processo di revisione di tutti i provvedimenti ma alla luce di quello che il ministero è disponibile a erogare e alle condizioni che pone – ha dichiarato il sindaco – Abbiamo chiesto al commissario una revisione complessiva di tutti i processi in itinere, evitando accelerazioni che mettano il nuovo Consiglio regionale del Lazio di fronte a fatti compiuti riguardo ai tagli alle strutture e ai cambiamenti prefigurati nei decreti Bondi». Quello che bisogna fare, secondo Alemanno, è «chiarire obiettivi, difesa delle eccellenze, tutela della salute e da questo partire per trovare gli spazi per fare risparmi finanziari. Non l’inverso». Per quanto riguarda la sanità privata, «abbiamo sottolineato che il taglio del 7% retroattivo non è sostenibile anche se imposto per legge, nonostante ciò voglia dire modificare la legge stessa. Poi abbiamo trattato la questione delle diverse emergenze: l’Idi prima di tutto» ma anche le altre tra le quali il San Filippo Neri.