Elogio ad Almirante… dove meno te l’aspetti

Un elogio a Giorgio Almirante dove meno te l’aspetti: e precisamente sul Venerdì di Repubblica, rubrica di Filippo Ceccarelli. Tema: quanto erano dignitosi e credibili i leader in bianco nero, rispetto ai successori che, sia pur colorati, sia pur seguiti da sondaggisti e curatori d’immagine, risultano assai scarsi. Molto meglio la generazione che faceva comizi e si sporcava le mani “andando verso il popolo”. Quei leader apparivano più sinceri e affidabili. Ciò che è venuto dopo, invece…  L’esempio scelto da Ceccarelli è appunto Giorgio Almirante. Nella sua rubrica commenta la foto di una tradizionale comizio a piazza del Popolo: «Fatto sta – scrive – che ci si ritrova a rimpiangere questo Almirante quasi seppiato, ripreso di profilo, collettone e prevedibile cravattone… e solo guardando lo sfondo, composto da una moltitudine di testoline, si capisce che è la foto di un comizio; e che la politica nella prima Repubblica era un fatto eminentemente sociale; e che forse proprio questo permanente stare a contatto con la gente  assegnava ai leader di allora serietà e decoro, costringendoli a sorvegliare parole, gesti, atteggiamenti, ma pure regalandogli una certa calma, o almeno di lasciarci questo ricordo». Titolo, assolutamente condivisibile: “Così la politica in bianco e nero appare più seria”.