E Savonarola Vendola scaglia l’anatema contro i ricchi e i figli di Putin…

Belzebù in persona ha fatto il suo ingresso nel lessico politico. Il Diavolo esiste davvero e ha le sembianze di… Gerard Depardieu. Non ci credete? Chiedetelo a Nichi Vendola che vi risponderà cosi: «I super-ricchi devono andare al diavolo, Putin ha le sembianze del diavolo e dunque Depardieu è sulla direzione giusta». Il leader di Sel usa un linguaggio apocalittico per definire i suoi nuovi nemici in un’intervista a Unomattina, commentando la scelta dell’attore francese – e di altri suoi colleghi che hanno intenzione di seguirlo – di cambiare cittadinanza in seguito alla tassazione elevata sui redditi più alti scelta dal governo francese del socialista Hollande. Giornata particolare, quella di Vendola, che ha scelto un lessico da film horror per commentare le mosse dei suoi avversari e alleati. Prima definisce l’accordo tra il Pdl e la Lega «un horror del centrodestra , poi qualifica il ticket Monti-Bersani come «spaventoso». Quindi approda nientemeno che al linguaggio «demoniaco» per connotare i super-ricchi. Siamo al denaro come «sterco del Diavolo»? Pare di sì, secondo il governatore della Puglia. Di conseguenza, il ricco è peccatore, un Diavolo sociale. Messa così, è uno strizzare l’occhio al giustizialismo populista. Messa così, non rientra neppure nella dottrina sociale della Chiesa, che non ammette la lotta e l’odio di classe. Il crinale su cui si mette il leader di Sel sembra proprio andare in questa direzione. Diavoli e Santi: il piccolo mondo antico di Vendola, al quale non è proprio piaciuto evidentemente che, proprio dallo studio di Uno Mattina Monti abbia invitato Bersani a «tagliare le ali» del centrosinistra, tra le quali Sel. Da qui è partita la sua “tirata” contro i ricchi e le scelte alla Depardieu. Anche per l’invito fatto da Monti al segretario Pd, Vendola trova parole aggressive e complottiste, descrivendole come una «democristianeria senza la Dc, democristianeria da Grande Oriente d’Italia».