Doccia fredda per la Merkel in Bassa Sassonia: la Cdu perde 6 punti e la maggioranza

Mattinata amara e schiaffone sonante per Angela Merkel, che perde punti e maggioranza nel Land più popoloso: il risultato delle elezioni per il Parlamento regionale della Bassa Sassonia era un test molto importante in vista delle Federali di settembre: la Cdu resta il primo partito, ma crolla di ben 6 punti, dal 42,5 al 36%, e perde la maggioranza la coalizione guidata da David McAllister. Angela soffre: la Bassa Sassonia quasi 8 milioni di abitanti – città principali Hannover, Hildesheim, Wolfsburg, Salzgitter e Braunschweig, quarto stato federato per popolazione e secondo per superficie – è una delle aree chiave per interpretare gli umori del Paese. Se la Cdu scende, la sinistra dell’Spd è in netta salita e si attesta al 33%, valore in linea con i precedenti sondaggi. I liberali dell’Fdp restano dentro il parlamento con il 9,5%. Da un testa a testa iniziale fra le squadre avversarie, si è passati nei dati finali a un leggero vantaggio dell’opposizione, con i rosso-verdi che riescono a strappare la maggioranza alla coalizione governativa giallo-nera (quella di Frau Merkel) per un seggio. Vince, infatti, di misura, l’Spd, che con un 32,6% quasi soddisfa le attese dei sondaggi, al 33: lo sguardo fisso su Berlino, però, non permette di esultare del tutto. Cantano giustamente vittoria anche i Verdi, che con il 13,7% hanno una nettissima affermazione. Restano fuori dal consesso regionale, invece, la Linke (sinistra), mortificata da un 3,1% (cinque anni fa prese il 7%) e i Pirati, il cui nome ormai neppure compare più. Si consola McAllister nelle dichiarazioni rituali del dopo-voto. Fino a ieri quotato come possibile delfino di Angela Merkel, ha detto: «Abbiamo combattuto fortemente e lavorato fino all’ultimo momento». Il raccolto, però, è magro. In casa Spd, anche nel giorno di una chiara affermazione dei socialdemocratici, che hanno recuperato più di 2 punti rispetto a cinque anni fa, si pensa solo alla “battaglia” di Berlino e continuano a sviscerare i problemi che incontra il partito in questa città. La vittoria a settembre ora non è una chimera, pensano. Per ora, rimanendo in Bassa Sassonia, restano aperti  i dubbi – che potranno sciogliersi solo nei prossimi giorni – su chi governerà, per i futuri cinque anni, il Land. Non si esclude una  grande coalizione.