Consenso bipartisan per Pannella senatore a vita. Ma lui: no, grazie voglio le firme per candidarmi

Periodicamente si ripropone la candidatura del leader radicale Marco Pannella a senatore a vita. Dieci anni fa si era costituito già un comitato per appoggiare la proposta, oggi c’è una pagina facebook. Dopo la morte di Rita Levi Montalcini il problema si è riproposto. Oggi i senatori a vita sono Giulio Andreotti, Emilio Colombo, Carlo Azeglio Ciampi e Mario Monti. Quest’ultimo nominato dall’attuale presidente Giorgio Napolitano. Pochi giorni fa Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone, in  un articolo sulla situazione delle carceri italiane e sulla lotta portata aventi da Pannella con un ennesimo sciopero della fame e della sete, proponeva il leader radicale per la carica di senatore a vita. Poche ore dopo, giungeva al Quirinale una lettera firmata da Fausto Bertinotti contenente la medesima richiesta. Ma Pannella, parlando a SkyTg24, ha ringraziato coloro che lo hanno proposto annunciando  di volersi candidare regolarmente alle elezioni. Ha anche ringraziato il leader della Destra Francesco Storace perché è l’unico che si sia offerto per raccogliere e autenticare le firme per la candidatura. Pannella ha quindi avuto parole di elogio per Vittorio Feltri che ha sostenuto i suoi appelli per modificare la vergognosa condizione delle carceri italiane. Ieri l’Unione europea ha dato un anno di tempo all’Italia per risolvere l’emergenza. Pannella ha elencato i malesseri del sistema penitenziario italiano, negando che sia un’emergenza, perché dura da troppo tempo, e ribadendo che si tratta di un fenomeno strutturale. Il solo rimedio, per il leader radicale, è una seria riforma della giustizia. La responsabilità è dello Stato italiano e dei governi «criminali» che si sono susseguiti nei decenni senza mai risolvere la questione. Nel frattempo la proposta di Pannella senatore a vita ha avuto un’accoglienza tanto entusiasta quanto bipartisan: Giorgia Meloni, fondatrice del movimento “Fratelli d’Italia” è così intervenuta: «Credo che le idee dei radicali siano quanto di più distante ci sia dalla mia visione del mondo. Molte di queste non sono condivisibili, prime su tutte le campagne pro eutanasia, aborto e droga, le combatto e continuerò a farlo. Ma questo non mi impedisce di riconoscere a Pannella di aver sempre combattuto per le cose nelle quali crede con onestà e coerenza. Non dimentico che 25 anni fa, quando la destra non aveva diritto di parola, Pannella animava trasmissioni per dare a tutti la possibilità di confrontarsi. E non ha accettato la violenza politica che la sinistra estrema considerava lecita negli anni di piombo. Abolirei la norma costituzionale sui senatori a vita, ma se quegli scranni sono stati occupati negli anni da gente come Scalfaro e Monti, ben venga la nomina di Marco Pannella, un uomo che non si è mai risparmiato per portare avanti quelle idee in cui crede». Il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, si è unito alla proposta di Bertinotti, così come   Giuseppe Fioroni, esponente dell’ala cattolica del Pd. Anche il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, del Pd, ritiene che Pannella abbia contribuito a fare dell’Italia un Paese migliore. Marco Pannella, insomma, è in pole-position qualora Napolitano decidesse di nominare un secondo senatore a vita. L’81enne leader radicale fondò il partito omonimo nel lontano 1955 insieme con personaggi dello spessore di Leo Valiani, Mario Pannunzio, Ernesto Rossi, e anche Eugenio Scalfari, che secondo il quotidiano “Libero” aspirerebbe anche lui alla carica di senatore a vita.