Chiuse le liste per Fratelli d’Italia. No agli indagati. Si candida Stefano Zecchi

Gadget, programma “partecipato dal basso” con il contributo decisivo della rete (“scrivilo con noi” è il tam tam on line), gazebo in tutta Italia e un comitato nel cuore popolare di Roma con il centralino che scotta. Fratelli d’Italia, il partito nuovo di zecca promosso da Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Ignazio La Russa, mette il turbo per una campagna elettorale on the road. Apertura ufficiale il 26 gennaio a Roma al Palazzo dei Congresssi, presentazione dei candidati e un cortometraggio ancora top secret. Dopo il bagno di folla all’Auditorium di metà dicembre  il “gigante e la bambina” sperano nel bis.  Hanno lavorato sodo per ultimare le liste e tra poche ore saranno “tutti insieme” (si legge nell’sms di convocazione ai militanti) a consegnarle a Piazzale Clodio. Paletto invalicabile: fuori i condannati anche in primo grado, largo al merito. Al Senato in tutta Italia apre le liste Crosetto e alla Camera la Meloni, nei tre collegi della Lombardia ci sono La Russa, Viviana Beccalossi e Massimo Corsaro, in Veneto per il Senato al secondo posto Paola Frassinetti e alla Camera Raffaele Speranzon. Tra i nomi di spicco Stefano Zecchi in Friuli per il Senato e in Liguria l’ex parlamentare e imprenditore Galosci. Nel Lazio al numero due nella lista alla Camera Fabio Rampelli mentre l’ex assessore alla Pisana, Francesco Lollobrigida, si candida al Senato. In Campania troviamo Edmondo Cirielli e Marcello Taglialatela.

La corsa elettorale parte a bordo di un Tir  “griffato” con il logo del movimento che ha fatto la prima tappa a Como. Per i sondaggi che trapelano nelle ultime ore (tra i quali un monitoraggio di Renato Mannheimer) il nuovo movimento potrebbe rivelarsi la vera novità di questa tornata elettorale. Giovani capaci e politici puliti. “Crediamo che questo bagaglio di esperienze rappresenti la parte migliore della politica – spiega l’ex ministro della Gioventù reduce dal tour nella rossa Emilia – tanta gente onesta, che ha sempre interpretato la politica come servizio. È da lì che vogliamo ripartite, là dove il Pdl non è riuscito ad arrivare, per i troppi errori commessi in questi anni”.

Un partitino? “Lo vedremo, saranno gli elettori a decidere, questa storia del voto inutile è lo scudo di chi ha paura del responso delle urne”, taglia corto la Meloni. Diversi e alleati del Pdl. “Siamo per un sistema bipolare e dunque entriamo in alleanza – chiarisce Crosetto – ma vogliamo rappresentare l’altro modo di essere centrodestra. Un’alternativa che Berlusconi non ha mai avuto tra i suoi alleati. Vogliamo dire agli elettori non di sinistra, a quelli che non stanno con il Cavaliere e non sono leghisti che esiste un modo di votare centrodestra senza turarsi il naso”.