«Chi vota Pd vota Monti», parola del “compagno” Swoboda

«Berlusconi non doveva ricandidarsi, Vendola non può entrare nell’esecutivo, Bersani e Monti devono andare al governo insieme». La nuova Sibilla non abita più a Cuma, ma a Bruxelles. Si chiama Hannes Swoboda, è austriaco e fa il capogruppo al Parlamento Ue dei socialisti-democratici. Tra vaticinii, sentenze e patenti di legittimità, il compagno di seggio dei deputati Pd al Parlamento europeo, fa un lavoro che qualcuno tra gli eredi dell’Internazionale socialista deve pur fare: sostenere il compagno Bersani alle elezioni italiane. Swoboda lo ha fatto con lo scarso stile che con lo contraddistingue. Sono passate alla storia le sue intemerate per bandire dall’Europa l’Ungheria che aveva svoltato troppo a destra. I compagni dell’Internazionale sono fatti così: si sentono depositari del verbo democratico e chi non la pensa come loro va bandito o irriso.

Emblematico lo scambio di opinioni con alcuni giornalisti italiani in vista delle elezioni italiane definite . Swoboda si è avventurato in batture da avanspettacolo contro il centrodestra: «Siamo molto felici che Berlusconi abbia seguito l’esempio di ripulire il suo partito dalle figure dubbie. Ma ha fatto un’unica eccezione: non lo ha ripulito di se stesso». Roba da Maurizio Crozza austriaco, se non fosse che fa il politico. Poi ha ammonito il leader di Sinistra e libertà. «Ogni parte» della coalizione di centrosinistra «compreso Vendola» deve «accettare le condizioni» e «il fatto che il fiscal compact non è bello, ma c’è» perché «altrimenti la coalizione non dura». E ancora: «È Bersani l’unica vera via d’uscita dall’era Berlusconi».Per confidare ai cronisti italiani: «Non vedo differenze tra Bersani e Monti così grandi che non ci possa essere una coalizione dopo le elezioni» anche se «in campagna non è utile dire che si va con Monti». Insomma, chi vota Monti vota Bersani e chi vota Bersani vota Monti. E se lo dice il compagno Hannes, c’è da credergli.