Caos liste in Abruzzo: l’Udc locale in rivolta contro la Binetti

Si sono autosospesi gli esponenti abruzzesi dell’Udc criticando la scelta di mettere in lista candidati non iscritti al partito (Nicoletta Verì e Giorgio De Matteis, vicepresidente del consiglio regionale)  e soprattutto l’opzione per Paola Binetti capolista regionale. “Lei è nata a Roma – affermano i dirigenti locali – che cosa ha a che fare con la nostra regione?”. Il capogruppo dell ‘Udc in consiglio regionale Antonio Menna minaccia fuoco e fiamme e ha riunito i ribelli (180 tra sindaci, assessori e amministratori) e ha chiesto un incontro urgente con Cesa e Buttiglione. “A seconda dell’esito – annuncia – assumeremo altre decisioni. Anticipo che potranno anche essere decisioni eclatanti”. Se le decisioni sulle candidature verranno confermate potrebbe esserci un disimpegno di massa nella campagna elettorale. Menna è pronto anche a un’intesa sul territorio con il capogruppo Fli in consiglio regionale Berardo Rabbuffo per coordinare la protesta locale contro le decisioni imposte dall’alto. Rabbuffo sostiene inoltre di essere finito nella lista Monti per il Senato a sua insaputa e ha diffuso una nota assieme a un altro esponente abruzzese di Fli, Maurizio Teodoro, in cui diffidano dall’utilizzo dei loro nomi: “Nessuno ha pensato ci concordare con noi l’inserimento nella lista, vanno usati criteri corretti legati all’appartenenza ai territori”.