Cameron a romeni e bulgari: «Non venite, non c’è lavoro». Glielo diciamo anche noi?

Provate a immaginare una campagna di comunicazione del governo a Sofia e a Bucarest del tipo: «Non venite in Italia, non c’è tanto lavoro».  Sarebbero intervenuti i caschi blu dell’Onu, i paladini dei migranti, le Onlus, le Acli e forse pure la Giovani marmotte. Oppure pensate alla faccia del ministro Andrea Riccardi, se il suo primo ministro avesse pianificato una campagna di comunicazione analoga a quella annunciata dal governo di David Cameron. «Per favore non venite in Gran Bretagna, qui piove sempre e il lavoro è poco e sottopagato». Proprio così: l’esecutivo britannico sta pensando a una campagna pubblicitaria in questi termini per scoraggiare gli arrivi da Romania e Bulgaria. Una delle ipotesi allo studio è di tappezzare Bucarest e Sofia con cartelli per frenare l’ondata di immigrati che dal primo gennaio 2014 arriveranno in massa. I cittadini di Romania e Bulgaria, infatti, avranno il diritto, senza restrizioni, di vivere e lavorare nel Regno Unito, in base alle norme comunitarie.

Un esponente del governo ha spiegato al quotidiano Independent che la campagna in negativo servirà «per bilanciare l’impressione che si sono fatti che a Londra le strade siano lastricate d’oro». Da tempo in Gran Bretagna vengono diffuse cifre sulla portata di questo fenomeno: c’è chi parla, come il gruppo Migration Watch, di 250 mila arrivi dai due Paesi nei prossimi cinque anni, e un deputato Tory, Philip Hollobone, ha previsto 425 mila ingressi in due anni. Le stime, però, rischiano di essere al ribasso, come accadde anche con i cittadini polacchi che sono arrivati nel Regno Unito in numero ben superiore al previsto. A nome del governo Erick Pickles ha ammesso che il flusso migratorio causerebbe problemi per l’assegnazione degli alloggi e per la fornitura di servizi che, soprattutto nei sobborghi di Londra, rischierebbero il collasso. Qualora la campagna del governo Cameron andasse a buon fine, i cittadini romeni e bulgari opteranno per altre nazioni dell’Unione europea, Italia inclusa. A meno che anche noi non facciamo una campagna analoga. Ma ce la farebbero fare?