Blind trust per Mediaset: Silvio studia l’ultima mossa a sorpresa

 

Potrebbe essere l’asso della manica di Silvio Berlusconi, insieme al nuovo contratto con gli italiani. Un blind trust per gestire il patrimonio da 4 miliardi di euro di Mediaset. Una mossa a sorpresa, che circola da tempo negli ambienti finanziari, «per fare piazza pulita dell’ultimo baluardo che la sinistra continua a strumentalizzare». Vendita imminente di una quota cospicua, sebbene di minoranza, delle azioni Mediaset e affidamento del patrimonio a un consorzio di garanti. Top secret invece il nome del possibile acquirente. L’argomento sarebbe stato affrontato negli ultimi pranzi del lunedì con i figli incontrando  l’ostilità della figlia Marina e, in parte, di Piersilvio. A sorpresa anche il nuovo contratto con gli italiani. Per ora nulla di  scritto, solo qualche anticipazioni nel  corso di un’intervista a Vista tv. Al primo posto la riorganizzazione della macchina dello Stato per la riduzione delle spese, filo conduttore di tutte le campagne elettorali. «Pensiamo di arrivare a una riduzione del 10 per cento nei primi cinque anni, che potremmo utilizzare per l’abbassamento  del debito a favore delle imprese e nella direzione delle famiglie per dare l’avvio al quoziente familiare per cui un padre di famiglia paga meno di un single».

Ma il pirotecnico ex premier promette altre “sorprese” da qui alla data del voto per dare un’altra zampata alla sinistra in progressivo calo nei sondaggi dopo lo tsunami dello scandalo del Monte dei Paschi di Siena. Accantonata per ora l’ipotesi di siglare il nuovo contratto con gli italiani in un salotto televisivo, come avvenne a Porta a Porta nella ormai storica puntata del maggio del 2001. L’allora premier della Casa delle Libertà, con qualche ruga in meno, firmò davanti alle telecamere il patto con gli elettori promettendo il famoso milione e mezzo di nuovi posti di lavoro, l’incremento delle grandi opere infrastrutturali  e la riduzione della pressione fiscale. Il testo si concludeva con la postilla che, nel caso al termine del mandato non fosse riuscito nell’impresa di centrare quattro dei cinque traguardi, non si sarebbe presentato alle successive elezioni. Questa volta Berlusconi sarebbe più propenso a mettere in piedi una kermesse, non in piazza ma in una location ancora da individuare.

Nel contratto non mancherebbero proposte anche sul terreno della giustizia, «i pm hanno troppa libertà di arrestare – ha detto – quindi è urgentissimo intervenire per limitare l’arresto preventivo». Poi, il divieto assoluto di pubblicare le intercettazioni, «possibili solo per i reati gravi» e infine la responsabilità civile dei magistrati. Ce n’ è anche per Monti, definito una comparsa nella politica italiana, «sarà  un passeggero… Da parte nostra non vedo nessuna possibilità di collaborare né con lui né con Casini né con Fini, che ormai conosciamo  bene e sappiamo di che pasta sono fatti». Il Cavaliere non rinuncia infine alla faticosa ma redditizia maratona televisiva: domani sarà ospite di Lucia Annunziata, martedì sarà a Ballarò mentre fervono le trattative con Mentana per un’intervista nel suo Tg.