Berlusconi: “Mussolini fece cose buone, le leggi razziali una colpa”

“Le leggi razziali furono una colpa, ma per altri versi Mussolini fece molte cose buone”. La frase di Silvio Berlusconi, giunto a sorpresa a Milano per la Giornata della Memoria, ha l’effetto del terremoto in una domenica mattina che era cominciata – sotto il profilo politico – in tutta tranquillità, tra strette di mano (molto fotografata quella tra lo stesso Cavaliere e Monti), inteventi e qualche scoop tipico da campagna elettorale. “L’Italia – ha aggiunto Berlusconi – non ha le stesse responsabilità della Germania, ci fu una connivenza che all’inizio non fu completamente consapevole. E’ difficile mettersi nei panni di chi decise allora. Certamente il governo di Mussolini, per timore che la potenza tedesca vincesse, preferì essere alleato della Germania piuttosto che opporvisi”. Poi ha concluso: “Solamente mettendosi nei panni dei deportati si può capire quali vertici di tragedia e disperazione si raggiunsero”. Non è la prima volta che il leader della coalizione di centrodestra si esprime in questi termini. Già nel 2003 sottolineò che non si potevano fare paragoni con Saddam perché “Mussolini non ha mai ammazzato nessuno”. E nel 2005 sostenne che il fascismo “non era mai stato una dottrina criminale, nulla di paragonabile con il nazismo e il comunismo”.

Immediate le reazioni politiche. Da sinistra e dal centro è subito cominciato il “processo” al Cavaliere e si è riaccesa la polemica sul Ventennio, proprio nel Giorno della Memoria. Il Pd ha cercato di far dimenticare per qualche ora la vicenda del Monte dei Paschi di Siena:  “Le parole di Berlusconi sono inaudite – ha detto Anna Finocchiaro, capogruppo dei democrats al Senato – perché Mussolini ha soffocato la democrazia”, Casini e Di Pietro, crollati nei consensi, ne hanno approfittato per tornare in scena. Il leader dell’Udc ha bollato le parole di Berlusconi come “una sciocchezza immane” e gli ha ricordato il delitto Matteotti, mentre Di Pietro ha parlato di vergogna e insulto alla memoria.

In serata la precisazione di Berlusconi: “Le mie analisi storiche sono sempre state fondate sulla condanna delle dittature. Rivendico il mio ruolo di amico storico di Israele, unico presidio di libertà e democrazia nel Medio Oriente. Mi spiace che qualcuno da sinistra abbia cercato di imbastire una speculazione politica sulle mie dichiarazioni, evidentemente con la finalità di fare campagna elettorale”. Una discussione tutta strumentale, quella della sinistra e dei centristi. Lo ha sottolineato Fabrizio Cicchitto: “Berlusconi si riferiva ad alcuni aspetti delle politiche sociali e di sostegno alle famiglie attuate dal fascismo. Va poi detto che il fascismo non raggiunse mai l’orrore della  dittatura nazista e di quella comunista”.