Berlusconi: «Andate a votare, anche se siete disgustati dalla politica»

Dall’emittente trentina Rttr a Euronews. Non si ferma il “tour” di Silvio Berlusconi che, tappa dopo tappa, cerca di guadagnare ancora terreno per la rimonta, specie ora che la tacita alleanza tra Monti e Bersani è venuta allo scoperto: «Dovete andare a votare anche se adesso siete disgustati e lontani dalla politica per tutto lo spettacolo che la politica ha dato di sé con i mestieranti che hanno approfittato di questo loro mestiere per portarsi a casa addirittura soldi degli italiani – ha detto. «Dovete pensare  che se voi non votate e quindi state lontani dalla politica è la politica che si interesserà di voi». La posta in gioco è alta e non va sottovalutata: «Come nel ’94 il mio Paese corre il pericolo di vedere la sinistra al potere». Non è uno spauracchio perché, programmi alla mano, la ricetta del Pd (e di Monti) porterebbe conseguenze pesanti sui portafogli di tutti, senza distinzioni di classi sociali, con un’ulteriore caduta dei consumi e dell’occupazione. «Noi, invece – ha sottolineato Berlusconi – abbiamo un programma che non si può sintetizzare in poco tempo ma va nella direzione di un cambiamento completo di rotta rispetto al programma economico dei cosiddetti tecnici, che al governo hanno causato un disastro. Siamo più liberali e vogliamo abbassare le tasse». Basta anche con la campagna di fango: «Io sono stato mandato a casa nel ’94 con vulnus di democrazia, con avviso di garanzia della procura di Milano perché accusato di corruzione e sono stato assolto con formula piena per non aver commesso il fatto. Adesso la procura di Milano tenta la stessa cosa. Sono stato esaminato ai raggi X in 19 anni, due milioni di pagine dalla magistratura e sono risultato assolutamente estraneo a qualsiasi reato. Sono il primo contribuente italiano, ho versato 9 miliardi di euro come imposte nelle casse dello Stato hanno tentato di attaccarmi: ho sempre vinto io». Ma la campagna denigratoria ha anche “protagonisti” facilmente individuabili: in Europa «i media sono prevalentemente schierati a sinistra e c’è una colleganza con i media italiani. C’è una catena, in particolare con un giornale italiano: la Repubblica . C’è un circuito preciso con cui si chiede aiuto e ci si passa una notizia che poi viene ripresa. È qualcosa contro cui ho sempre dovuto schierarmi e con cui fare i conti».