Berlusconi: «Abbiamo fatto scelte dolorose, ma a questo punto sono sicuro di vincere»

«L’unico vecchio sono io», scherza Silvio Berlusconi dai microfoni di Studio Aperto commentando le liste presentate dopo una giornata al cardioplama. Solo due le deroghe agli over 65, per il resto tanti giovani «interessanti che hanno ben lavorato. Ci sono molte novità, l’unico attempato dovrei essere io… Alla fine c’è un altro che rappresenta la storia di un partito occidentale: è Ciccio Colucci che ha 82 anni, è in piena salute e abbiamo voluto ricandidare al Senato».  Poi respinge al mittente i titoloni scandalistici sul caso Cosentino e le esclusioni eccellenti, il codice etico è stato rispettato e tutte le polemiche e le dietrologie sono strumentali e faziose. È un fiume in piena: nei dodici minuti di intervista l’ex premier torna a puntare l’indice contro la magistratura politicizzata, colpevole dell’esclusione dalle liste dell’ex sottosegretario campano, dice di sentire aria di vittoria («da ministro posso dare un contributo importante, per l’esperienza che ho da uomo di azienda e gli anni al lavoro come presidente del Consiglio») e torna a illustrare a volo d’uccello i suoi impegni a partire dalla riduzione fiscale. Soddisfatto delle candidature: «Le nostre sono liste alle quali nessuno potrà portare delle critiche in modo tale che si possa parlare di contenuti e programmi», insiste e definisce «una scelta molto dolorosa» l’estromissione di tanti amici. «A loro va il mio ringraziamento per aver rinunciato di sponte propria a non essere nelle liste del nostro partito. Abbiamo dovuto chiedere ad amici e colleghi di rinunciare a essere presenti perché dei pm politicizzati li avevano attaccati e questo avrebbe potuto diminuire il consenso». A questo punto «sono sicuro di vincere», prosegue, «convinto che non ci sarà nessun contraccolpo nei vari livelli locali del partito».  Dal piccolo schermo Berlusconi torna  a ribadire il suo impegno per una riduzione della tasse. «È fondamentale. Bisogna intervenire sulla macchina dello Stato che è troppo costosa». Colpa della “sinistra delle tasse” e dei “tecnici tassatori”,  «anche i soldi ricavati dalla riduzione delle spese statali possono essere utilizzati per ridurre l’Irap che in alcuni anni potrebbe anche sparire. Noi – aggiunge – abbiamo dimostrato di aver realizzato tutte promesse e ci presentiamo agli elettori dicendo no all’Imu che aboliremo, no all’aumento dell’Iva, alla patrimoniale e al Redditometro». Solo Alfonso Papa non ha ingoiato il rospo, “«le scelte che sono state compiute rivelano un’incoerente selezione tra indagati e inquisiti di serie A e di serie B. Non resta che prendere atto della insipienza decisionale del presidente Berlusconi, che rinuncia a una battaglia per la dignità di chi voce non ha e apre le porte all’ingresso di nuovi cosiddetti impresentabili».