Anche all’estero finisce il ballo in maschera di Monti

Il ballo in maschera finisce qui. I laudatores hanno perso la voce e l’immagine di Monti, anche all’estero, è sempre più appannata. Dall’altare alla polvere: piovono giudizi negativi sul suo anno di governo, sui risultati economici, sugli errori commessi, l’ultimo dei quali la candidatura a premier. Un complesso di cifre e atteggiamenti che danno l’idea di una carnevalata durata fin troppo. L’Economist è impietoso: «È il rassicurante Monti che molto probabilmente potrebbe causare un risultato instabile alle prossime elezioni», specie al Senato. Poi conferma quello che i centristi tentano disperatamente di negare: «Monti sarebbe capace di offrire i suoi servigi a Bersani come partner di una coalizione e soprattutto come contrappeso alla sinistra radicale». In sostanza, l’obiettivo è un’alleanza ibrida con il Prof al posto di Vendola. Non a caso il settimanale britannico pubblica una vignetta raffigurante Monti e Berlusconi pronti a fare a pugni mentre Bersani ride soddisfatto in disparte. Perché, sempre secondo l’Economist, «l’esordio di Monti non è stato dei più propizi». Ma anche il Financial Times è duro sul tecnopremier: «È vulnerabile su due fronti: la triste performance dell’economia italiana nell’ultimo anno e la scelta dei suoi alleati politici. Attaccando con aggressività i suoi rivali attira il fuoco su di sé, rischiando una dura sconfitta». Ma il Professore viene attaccato dall’Economist anche perché approfitta della carica di senatore a vita. Dovrebbe dimettersi almeno da quel ruolo, come chiedono in molti, da Cicchitto a Rampelli. Sarebbe quantomeno un tentativo di salvare la faccia, a meno che non voglia continuare con le carnevalate.