Sorpresa! Oggi niente “strappo” e niente “svolta”

La storia giornalistica del centrodestra italiano è stata contrassegnata da due termini che ne hanno cristallizzato un’immagine magmatica, instabile e transitorio: strappo e svolta. In particolare da quando è nato il Pdl, non è passato giorno senza che sia apparso un titolo che contenesse una delle due parole chiave. Bisogna riconoscere la paternità della doppietta al “Giornale”, ma alla fine si è rivelata una ricetta utile a tutti. Maggiormente, è ovvio, a chi volesse dare del partito con la più grande maggioranza parlamentare della storia un immagine, appunto, di instabilità, transitorietà e – in fin dei conti – di inaffidabilità. La storia – che di questi tempi ha il vizio di arrivare all’improvviso – ci dirà perché mai cordate e gruppi ufficialmente sostenitori del centrodestra abbiano sistematicamente operato per la sua dissoluzione. Che questa strategia comunicativa sia stata adottata dai media controllati da tutti gli altri poteri – finanziari, bancari o altro – è invece pacifico: il nemico cerca di distruggere il nemico. Il vertice del Pdl di ieri sembra aver deluso molti cronisti, apparendo come una riunione quasi normale, come farebbero persone normali in un partito normale. C’è stata anche la straordinaria novità di non sbrodolare ogni genere di cosa al primo giornalista che passa o mandare sms o addirittura tenere il cellulare aperto per far sentire all’amico fuori alla porta. Forse lo strappo e la svolta che aspettavamo erano proprio questi: uno strappo dalla cialtroneria e una svolta di serietà. Chissà che non si possa anche sperare in un ulteriore strappo dall’autolesionismo e una svolta verso il buon senso?