Riccardi, il ministro dei Rapporti col Monti bis con delega all’Inciucio

Ci mancava solo il ministro per i Rapporti col futuro governo tecnico, con delega alla Chicchiera e all’Inciucio. Andrea Riccardi, che secondo wikipedia sarebbe da oltre un anno il responsabile del dicastero della Cooperazione (ma il web non fornisce traccia di alcuna attività costruttiva, se non un flusso costante di parole in libertà) da qualche giorno gestisce l’immagine del premier da consumato comunicatore della politica. «Monti? Annuncerà sabato cosa fa, ma avrà un ruolo, lui porta avanti idee, non l’uomo, i suoi sogni non li conosce neanche la moglie, inoltre è distante da Berlusconi, anzi è Berlusconi che non è montiano, ma con lui faremo, diremo, insieme, per l’Italia…», è la sintesi del suo pensiero delle ultime 24 ore. Ma è da mesi che il cattolico Riccardi, per il solo fatto di essere cattolico, tesse tele, vede gente, incontra, spiega, parla a nome di Monti. Mai una volta che si ricordasse di essere un ministro. Lui, come ogni anno, attende Natale per andare alla mensa dei poveri. Solo che quest’anno potrebbe portare con sé, a mangiare il minestrone, anche Montezemolo, il suo alleato politico nell’operazione Monti-bis. Per la gioia dei barboni che confidano nell’Italia dei cattolici, carini e col Ferrarino.