Pdl fuori dal tunnel: + 3% in 7 giorni

Se è certo che la matematica non è un’opinione, è pur vero che è tendenza ormai diffusa valutare le scelte future sulla base dei numeri che traducono in termini percentuali le preferenze del bacino dei votanti, per fare calcoli elettorali, strategie programmatiche e lanciare prospettive politiche. E queste strane alchimie mediatiche stavolta, dopo tanti mesi, premiano il Pdl e il centrodestra, che risale nei sondaggi ed esce dal “coma” politico nel quale era precipitato. Merito di chi? Provate a immaginare. «Sembra che il mio ritorno in campo abbia già prodotto un effetto positivo. Non lo dico io, ma il sondaggio della Swg, che non è certo della mia parte politica, ci assegna quasi tre punti in più rispetto ad una settimana fa. Un’accelerazione che lo stesso sondaggista spiega con l’effetto “B”, ossia con il ritorno di Berlusconi sulla scena politica negli ultimi giorni». È proprio il diretto interessato, l’ex premier intervistato da “Studio Aperto”, a sottolineare l’impennata dell’indice di gradimento popolare registrata dal Pdl, facendo riferimento ai dati emersi dall’indagine demoscopica per le elezioni del 2013 realizzata da Swg per la trasmissione “Agorà”. Il Cavaliere, dunque, prende atto con soddisfazione che il Pdl in sette giorni è risalito al 16,5%, con un balzo del +2,7%. Nelle rilevazioni continua a salire il Pd, che, guadagnando quasi un punto percentuale in una settimana (+0,8%), si conferma primo partito con il 31,1 percento; perde invece più di mezzo punto percentuale il Movimento 5 Stelle (-0,7%), che segue i democratici con il 19 percento. Il partito di Beppe Grillo, che dopo le tensioni interne che hanno portato all’addio forzato di alcuni esponenti di rilievo del Movimento, e a seguito dei dubbi e delle recriminazioni feroci scatenate dalle critiche alle regole per le parlamentarie, registra così per la prima volta un calo di popolarità. In salita invece la Lega Nord (+0,4%), mentre perdono consenso l’Idv (-0,6%) e Verso la Terza Repubblica (-0,7%). Anche Roberto Weber, presidente di Swg, spiega “l’improvvisa accelerazione del Pdl con la presenza forte di Berlusconi sulla scena politica negli ultimi giorni”. Ma l’ingresso del Cavaliere nell’agone politico, secondo Weber, sta incidendo anche sull’equilibrio tra le altre forze politiche alle prossime elezioni: «Anche gli andamenti degli altri partiti sarebbero smossi da questo risultato».
Magra figura, invece, per il debutto nei sondaggi del Movimento Arancione di De Magistris e Ingroia, che parte con lo 0,5%.
Incerti, delusi, moderati allo sbaraglio e teorici del non voto – un nutritissimo popolo di possibili elettori – sono il target più ambito, rappresentando ascissa e ordinata di riferimento di un’ideale diagramma politico-elettorale, e incarnando il possibile ago della bilancia che segna orientamento e oscillazioni delle preferenze di voto. Ma con chi stare e quale candidato sostenere per opporsi al fronte del centrosinistra? Tra convenienze e tornaconti, aspettative disattese e ottimistiche previsioni, avventurandosi nell’impervio terreno delle intenzioni di voto, il sondaggio Swg prova a spingersi anche oltre, producendo altri responsi indicativi relativi allo scacchiere in fieri delle coalizioni. Per esempio, notizie illuminanti arrivano dalle rilevazioni che riguardano il candidato dell’Europa, quelli che tutti i poteri forti e deboli vorrebbero in sella senza fare i conti con gli elettori. E allora, secondo l’indagine il valore aggiunto di Monti in una coalizione di moderati, che ovviamente inciderebbe anche sugli esiti del voto degli altri partiti, riuscirebbe a raccogliere solo il 6% dei consensi in più rispetto ad una coalizione di centro formata da Udc, Fli e Verso la Terza Repubblica, che raggiungerebbe quindi il 15,1% condizionando, ma non spostando, l’asse dell’equilibrio tra le altre forze politiche in campo. Senza Monti candidato, la stessa formazione raccoglierebbe il 9,3%. Un po’ poco per aspirare a governare l’Italia.
Ovviamente con l’approssimarsi della data delle elezioni e l’animarsi del dibattito politico sempre più persone si schierano da una parte o dall’altra, segnando con nette linee di demarcazione la linea di confine dell’orientamento elettorale. A conti fatti, il sondaggio sulle elezioni politiche 2013 segnala infatti la drastica riduzione del numero degli astenuti e della quota di indecisi, oggi al 35% rispetto al 43% della settimana scorsa, segno che il popolo votante assume di giorno in giorno connotati più marcati e un carattere sempre meno incline alla non partecipazione.