Pdl, avanza l’ipotesi delle liste autonome federate nell’alleanza

Il Cavaliere dà la sua benedizione e non chiude i catenacci della porta a quelli che lui definisce “gli ex An”, anche se il termine è riduttivo in quanto sono coinvolti parlamentari con una pluralità di visioni politiche. Alle 9.30 di ieri Berlusconi imprime un’accelerazione all’ipotesi di uno “spacchettamento” del Pdl o, come qualcuno preferisce, di una “scomposizione soft”, del quale, aveva già parlato «in amicizia» e a viso aperto già da qualche giorno con Ignazio La Russa. «Con la legge elettorale in vigore si confrontano le coalizioni e tutti i partiti che sono insieme sommano i loro voti. Se gli ex An dessero luogo a una loro formazione politica avremmo dei vantaggi. Ne stiamo parlando amichevolmente e con grande stima», argomenta Berlusconi a la Telefonata su Canale 5. Se ciò dovesse accadere, prosegue, «allora cadrebbe il veto a che il Pdl non cambiasse nome, potremmo sottoporre alla nostra Direzione un altro nome, oppure mantenere questo con un simbolo diverso e cioè quello glorioso di Forza Italia usato nel 1994». Queste parole hanno dato il là a riunioni su riunioni. Bocche cucite e telefonini staccati per tutta la giornata di ieri, in vista dell’annuncio che potrebbe essere dato già oggi nella sede di “Italia Protagonista”, l’associazione di Gasparri e La Russa, della nascita della nuova formazione politica, che dovrebbe chiamarsi “Centrodestra nazionale”, come i circoli che già si stavano organizzando sul territorio.
Il “via libera” del Cavaliere sembra precludere a un’ipotesi di una federazioni di liste del centrodestra apparentate con il partito di Berlusconi, che a questo punto potrebbe riprendere il nome di Forza Italia. Le riunioni si accavallano e i contatti tra gli esponenti del Pdl di Roma di Milano si fanno febbrili. «Stiamo verificando il modo migliore per dare visibilità a una storia, a dei valori, a una certa sensibilità» aveva dichiarato ieri al “Corriere” Ignazio La Russa. Chi può considerarsi già arruolato in questa “rifondazione”, che però, assicurano, non vuole essere un’operazione nostalgia?
La “galassia Pdl” è in pieno fermento e le parole di Berlusconi aprono e accelerano nuovi scenari. Giorgia Meloni ieri ha ribadito la sua linea: «Sono una persona abituata a battersi per quello in cui credo. Non ho bisogno per forza di un seggio parlamentare, quindi dico quello che penso, perchè è più utile per tutti. O almeno ho la presunzione di ritenere che siano più utili le persone che pongono dei problemi piuttosto che quelle che stanno sempre a dire sì. Dove questo mi porterà lo vedremo nei prossimi giorni». Intanto domenica prossima – data simbolo, perché doveva essere il giorno delle primarie – ha organizzato una grande manifestazine al teatro Brancaccio di Roma insieme a un altro “dissidente”, Guido Crosetto.
Quando i movimenti interni riguardano una galassia sfaccettata. Anche altri parlamentari del Pdl stanno pensando a una propria lista per le prossime elezioni da “apparentare” a quella di Silvio Berlusconi. Come il senatore Pdl Cesare Cursi. «Con alcuni parlamentari che vengono dall’esperienza di Forza Italia e di Alleanza Nazionale stiamo immaginando una lista che abbia una proposta politica fatta di proposte concrete, soprattutto per le famiglie – ha annunciato ieri Cursi- centrate sull’occupazione per i giovani. Forse già domenica mattina- dice- nel corso di una manifestazione a Roma con diversi parlamentari, potremmo già fare una proposta operativa. Fra gli interessati ci sono nomi come Augello, Frattini e lo stesso Alemanno». Secondo Cursi la lista dovrebbe apparentarsi con quella dell’ex premier: «La lista servirà a cercare di catturare più consensi, e sarà apparentata con quella di Berlusconi – ha spiegato il senatore – al nome stiamo pensando, vedremo anche cosa deciderà Berlusconi».