Pannella accetta le cure: «Per salvare la baracca»

Alla fine ha detto sì alle cure. Dopo gli appelli Marco Pannella ieri ha accettato di sottoporsi ad una terapia endovenosa. Martedì notte, nel fare rientro nella clinica romana il leader radicale ha avuto un mancamento e i medici hanno prescritto una flebo di acqua e zucchero nel tentativo di far riprendere l’idratazione. In un primo momento si è temuto il peggio, ma i medici nel bollettino delle 16.50 di ieri hanno comunicato che le sue condizioni sono “migliorate lievemente” anche se non c’è ripresa della diuresi e pertanto non è possibile valutare «il grado di reversibilità» dell’attuale insufficienza renale.
Marco Pannella si trova ricoverato da alcuni giorni in una clinica per le conseguenze dovute allo sciopero della sete attuato per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema del sovraffollamento delle carceri.
«Accetto le operazioni varie – ha detto in un video messaggio il leader dei Radicali – per cercare di salvare questa vita, per salvare la vita di quegli altri, migliaia e migliaia e forse milioni di persone che nel momento in cui passava da me… ci stava il pollice verso. Accetto ogni intervento necessario per vedere se, bevendo, riusciamo a salvare questa baracca», per arrivare all’«interruzione della criminalità flagrante, nazista, folle dello Stato italiano, per andare oltre, verso il diritto, la legge e magari le beatitudini». E infine l’appello lanciato a sostegno delle adesioni alla sua lista Amnistia-Giustizia-Libertà: «Quindi alla grande, immensa rete è affidata la possibilità di svegliare inurbanamente, diversamente, potenti e credenti, per pronunciare la loro decisione di pollice verso nei miei confronti. È problema di minuti».
La notizia di sottoporsi a terapia endovenosa è stata accolta con sollievo dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato, ha fatto sapere il Quirinale, «ha appreso con sollievo che Pannella ha accettato una terapia endovenosa indispensabile per metterlo al riparo da rischi estremi e si augura che accolga le ulteriori sollecitazioni dei medici». Il Capo dello Stato ha confermato l’attenzione, la sensibilità e il rispetto, personalmente espressi a Pannella in più occasioni, per le sue battaglie civili «perché siano affrontate con forza le questioni del sovraffollamento delle carceri, della condizione dei detenuti e di una giustizia amministrata con scrupolosa attenzione per tutti i valori in gioco».
Anche il presidente del Senato, Renato Schifani, ha voluto mandare un “saluto affettuoso” a Pannella, concludendo il suo intervento in occasione del tradizionale scambio di auguri natalizi con l’associazione di stampa parlamentare. «Volevo andare a trovarlo ieri, poi ho appreso che si era già recato il presidente Monti – ha spiegato la seconda carica dello Stato – ho evitato sovrapposizioni, ma in realtà vorrei portargli qualcosa di concreto, il segno tangibile del nostro impegno parlamentare. Abbiamo un disegno “svuotacarceri”, volevo portargli questa testimonianza, la testimonianza che il Parlamento, pur nei suoi ultimi giorni di legislatura ha dato il suo contributo» per la soluzione di un problema drammatico, quello del sovraffollamento delle carceri.