Marò, ore decisive per la sentenza

Qualcosa si muove per i marò? Dopo settimane di silenzio da parte di governo e forze politiche di centrosinistra, silenzio rotto solo dai pressanti appelli del Pdl e di pochi altri, ieri si è appreso che il ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid ha ricevuto a New Delhi l’ambasciatore d’Italia, Giacomo Sanfelice, nell’ambito dell’attività diplomatica sviluppata dal governo italiano in attesa della sentenza, che qualcuno giudica imminente, della Corte Suprema indiana riguardante la vicenda dei nostri fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ingiustamente trattenuti in India da febbraio. Il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Syed Abkaruddin, ha detto che «fra gli argomenti esaminati vi è stato anche quello della situazione dei due marò in Kerala». Dopo la fine delle udienze, risalenti addirittura al 4 settembre scorso, il governo italiano ritiene imminente, dopo oltre tre mesi di attesa, la pubblicazione della sentenza riguardante i ricorsi di incostituzionalità per l’operato delle autorità del Kerala e di giurisdizione sull’incidente che, in base alle leggi internazionali, deve essere italiana. A completamento di questo quadro di iniziative si è appreso che il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, farà visita alla fine di questa settimana ai marò che, come si ricorderà, si trovano in libertà dietro cauzione a Kochi. 
Visita di Natale o desiderio di finire in bellezza il mandato governativo riportando indietro i marò? Non si sa, nessuno parla, la discrezione deve essere protagonista in operazioni di questo genere. A patto che una certa attività sia stata fatta. Il senatore Alfrddo Mantica, però, ex sottosegretario agli Esteri, è pessimista: «Più che altro sono estremamente dubbioso: tra pochi giorni il Tribunale va in ferie. Molto probabilmente è un altro “gioco” del sistema giudiziario indiano, che magari funziona come in Italia, ossia i tribunali agiscono in un certo modo, e la politica lascia fare… Io penso che i nostri marò passeranno il Natale laggiù. Ma quello che in ogni caso mi lascia sconcertato – aggiunge Mantica – è la assoluta normalità di rapporti che il nostro governo tiene con quello indiano. Capisco che ci siano accordi commerciali, che la Fiat sia preoccupata e tutto il resto, però la dignità nazionale imporrebbe di prendere provvedimenti. Per quanto riguarda la visita del ministro Di Paola, o lui torna indietro con i marò, e allora lo applaudiremo, altrimenti la visita stessa è inutile e addirittura dannosa. Si ripeterebbe l’errore del ministro Terzi e della sua inutile visita di cortesia in India. Tra l’altro – ricorda l’esponente del Pdl – a New Delhi c’è un governo fortemente nazionalista, non disposto a cedere su alcune questioni. E se noi non faremo la voce grossa, non ne usciremo tanto presto. Spero di sbagliarmi».
Considerando che il tempo medio di attesa per le sentenze della Corte Suprema indiana è di tre mesi, molti ritengono imminente la pubblicazione della sentenza del giudice Altamas Kabir il quale, dopo aver presieduto la seconda sezione del tribunale che ha esaminato i ricorsi italiani, è stato designato presidente della Corte Suprema. Per la sua importanza – hanno sottolineato gli esperti – questa sentenza costituirà in futuro un riferimento della giurisprudenza internazionale in materia di prevenzione della pirateria. Si deve infine ricordare che quest’anno la Corte Suprema opererà normalmente fino al 15 dicembre, per poi entrare in una fase di vacanze di fine anno e riprendere le sue attività solo mercoledì 2 gennaio 2013. 
Critica la voce di Ignazio La Russa, coordinatore del Pdl nonché ex ministro della Difesa: «Al governo rimprovero una cosa, e cioè che per una dignità nazionale non si è messa come priorità la questione dei due marò prigionieri in India. Io l’avrei messa come priorità, abbiamo appena votato un nuovo accordo con l’India. La dignità nazionale non si svende», ha affermato La Russa.