La Russa: nascerà un nuovo soggetto

Alla fine l’annuncio Ignazio La Russa l’ha fatto nel corso della trasmissione Porta a Porta: nascerà un nuovo soggetto politico, federato al Pdl, che non sarà però un “recinto” destinato solo agli ex An. La voce di un imminente decisione sul nuovo movimento era circolata per tutta la giornata, dopo un faccia a faccia tra lo stesso La Russa e Silvio Berlusconi. Poi l’ufficializzazione di una decisione della quale si parlava da tempo orientata a dar vita a un movimento di destra autonomo dal Pdl: non una scissione, ci tiene a dire l’ex coordinatore del Pdl, visto che l’obiettivo è dare più forza al centrodestra e visto che il nuovo soggetto sarà al fianco del Pdl. Il nome? «Non necessariamente – chiarisce la Russa – sarà centrodestra nazionale». La Russa si rivolge apertamente ai promotori della manifestazione “Primarie per le idee”, di cui sono stati protagonisti domenica Giorgia Meloni e Guido Crosetto. «Ieri (domenica) – dice Ignazio La Russa nel corso di Porta a Porta – c’è stato l’appuntamento di un movimento parallelo degli amici Meloni, Crosetto, Rampelli, Cossiga, un movimento che ha bisogno ancora di qualche ora per poter insieme a noi dare vita ad un movimento autonomo che non sarà composto solo da ex An. Il nome non sarà necessariamente centrodestra nazionale. L’intenzione è quella di dare più forza al centrodestra».
Chiaro dunque lo scopo dell’iniziativa: sottolineare il dissenso rispetto alla proposta avanzata a Monti di federare i moderati. La Russa ha infatti ribadito le sue critiche alla politica di rigore portata avanti dal governo del professore: «Tutti – ha detto – hanno dimenticato le dichiarazioni di Monti quando ottenne la fiducia dai gruppi parlamentari. Se Monti ora vuole continuare con la politica scenda in campo e decida di candidarsi. Oggi i cittadini si trovano con la tassa sulla casa e la 13esima in fumo. Capisco chiedere i sacrifici ai cittadini ma i sacrifici chiesti non sono stati in maniera equa».
Nella sua avventura La Russa non sarà seguito da Maurizio Gasparri, che resta nel Pdl: si rompe così un lunghissimo sodalizio tra i due che in Alleanza nazionale diedero vita alla componente Destra protagonista e che fin dai tempi del Msi hanno condiviso un percorso comune. «Nessuno – ha più volte detto la Russa – riuscirà a farmi litigare con Gasparri», e questo per spiegare che, anche se su posizioni diverse, l’amicizia resta salda. Il capogruppo del Pdl al Senato ha detto che non lascerà il Pdl, che rappresenta – ha detto – «l’approdo della destra italiana», un «cammino che intendo continuare a percorrere, per coerenza con quanto ho fatto con profonda convinzione». «Ho sempre sostenuto le ragioni dell’unità del centrodestra e ho partecipato con convinzione e con ruolo attivo alla fondazione del Popolo della libertà – ha sottolineato Gasparri – una scelta che ho considerato strategica e non certo transitoria. Una scelta basata su contenuti, volta ad aggregare una vasta realtà alternativa alla sinistra, ancorata alla carta dei valori del Ppe, rispettosa della storia e dei percorsi di tutti coloro che l’hanno condivisa, ma orientata ad un nuovo progetto politico». «In questi anni – continua Gasparri – anche nei ruoli politici e parlamentari che ho svolto, ho agito per l’unità e la coesione del Pdl che continuo ad auspicare fortemente, cercando su ogni tema la sintesi e le risposte vere a problemi reali. Il Pdl rappresenta l’approdo del cammino compiuto dalla destra politica italiana, per contribuire a fare della nostra una Nazione moderna. Sono rispettoso del dibattito in corso e delle importanti e difficili scelte che ciascuno deve compiere. Lavorare nel cantiere di un fronte di centrodestra, che veda nel Pdl una forza indispensabile per qualsiasi proposta politica che non intenda far prevalere la sinistra, è la mia scelta. Mi auguro che ci sia tempo e modo per far vincere l’unità del Pdl».