La Germania torna arrogante e pretende di decidere da noi

Berlino getta nuovamente la maschera e conferma la sua ostilità nei confronti di Silvio Berlusconi e il suo tifo aperto per Monti con accenti da far sfiorare l’incidente diplomatico. Dopo le parole del Cavaliere sulla politica “germanocentrica” del governo tecnico, con un’entrata a gamba tesa negli affari italiani, il ministro degli Esteri, Guido Westerwelle, mette in guardia Berlusconi da una campagna elettorale antitedesca. Prima annuncia che il governo tedesco non intende immischiarsi, ma poi sfodera l’altolà al Cavaliere facendo capire molto bene da che parte sta. «Una cosa non accetteremo: che la Germania sia fatta oggetto di una campagna elettorale populista». E ancora, ossessionato dall’imminente voto italiano, aggiunge che «né la Germania né l’Europa sono causa delle difficoltà attuali dell’Italia».
Come se non fosse sufficientemente chiaro, arriva l’endorsement della cancelliera tedesca che plaude alla politica montiana che ha messo l’Italia sulla buona strada. «Io sostengo quello che Mario Monti ha messo in campo per le riforme», ha detto Angela Merkel nel corso di una conferenza stampa a Berlino confermando il suo tifo per l’amico professore che ha salvato Roma dal baratro. «Sono convinta che gli elettori italiani voteranno in modo tale da garantire che l’Italia resti sul cammino giusto». Insomma il nostro Paese deve rimanere sul cammino riformista avviato dal governo tecnico, «altrimenti, non soltanto l’Italia si ritroverà in grande difficoltà, ma tutta l’Europa sarebbe investita da turbolenze». Parole perfettamente in sintonia con quelle di Monti, con cui era chiara l’intesa lunedì nel corso della cerimonia per il Nobel per la Pace
Immediata la replica del Pdl alle “lezioni di democrazia” di Berlino. «Qui non c’entra il fatto di stare con Berlusconi o con Bersani. Qui è in gioco l’autonomia del Paese – dice Daniele Capezzone – gli elettori italiani, per decidere come votare, non hanno bisogno né dei consigli né delle lezioni della signora Merkel». L’Italia – aggiunge il portavoce del Pdl – ha un grande rispetto per la Germania, com’è giusto. Sarebbe il caso che anche il governo tedesco mostrasse pari rispetto per l’Italia e per i nostri cittadini, che sono in grado di decidere per sè. Mi auguro che anche a sinistra ci si muova, nel pieno rispetto per l’Ue e per la Germania, contro il tentativo anomalo e inaccettabile di fare del nostro Paese una specie di protettorato tedesco». Anna Maria Bernini, portavoce vicario di via dell’Umiltà, giudica «incomprensibile e inquietante il processo alle intenzioni che viene mosso a Berlusconi da alcuni ambienti europei, attraverso dichiarazioni che avrebbero l’ambizione di misurare in via definitiva il nostro tasso di europeismo e di riformismo. Ribadiamo un concetto peraltro chiarissimo: le nostre critiche non sono all’Europa, ma a politiche rigoriste che si sono dimostrate, e si stanno vieppiù dimostrando, inadeguate ad affrontare la crisi, se non affiancate da potenti innesti pro crescita». Se, invece, dietro gli esami di europeismo si nascondesse la volontà di frenare la ridiscesa in campo del presidente Berlusconi – conclude – gioverebbe ricordare a tutti «che l’Europa è fondata sulla democrazia e la democrazia sulla sovranità popolare che si esprime attraverso il voto dei cittadini».